VITA SI NASCE . NEL TUTTO SI DIVENTA

madre

busta

Solitudine     Poveri di spirito     Le facce del bullismo     Per fare una vita     Piramidi, come?

Regine     Profeti e profezie     Nuova minestra?     Fatìma ed altre cose     Genio o pazzo?

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Per chi ha perso i suoi principi. Per chi non gli corrispondono quelli ereditati.

Per chi non li ha trovati in altre vie.

chiodomuro

LE PROMESSE DELLA VITA SONO NELLE PREMESSE

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la parola

La parola è l’emozione della vita che dice sé stessa.

Al principio il Verbo era presso il Principio, e al suo principio la Parola: IO SONO_VITA. Per questo “il Verbo era presso il Principio e il Verbo era il Principio.  Ciò, perché Verbo e Parola, nello stato di principio sono inscindibili. Se ciò è della genesi di ogni Somiglianza, ciò non può non essere della Genesi di un’Immagine “vista” secondo l’umanità che eleva i suoi principi al Principio. Altra Genesi non comprendo.

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Volute dal “Principato e della Religione” di ogni genere società, sulla vita si è sovrapposta una babele di laceranti versioni. Quale la vera? Non lo so, ma se ammettiamo che i principi del Principio della vita siano

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il Bene per la Natura

minitria

il Vero  per la Cultura                       Il Giusto per lo Spirito

allora, dove c’è il Dolore non può esserci Verità. 

Essendo, la vita, una trinitario unitaria corrispondenza di stati in tutti e fra tutti i suoi stati, il dolore naturale e/o culturale e/o spirituale che impedisce l’unitario raggiungimento denuncia l’assenza di verità tanto quanto l’impedisce.

Il Dolore è male naturale e spirituale da errore culturale. 

Tanto quanto la forza della vitalità  naturale e della vita culturale non patirà l’Errore fra Natura e Cultura, e tanto quanto, l’assenza del Dissidio permetterà alla vita di perpetuare sé stessa senza male naturale e spirituale da errore culturale.

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Vita, è stato di infiniti stati. Si origina dalla corrispondenza di vita fra tutti e in tutti i suoi stati.  Al principio:

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NATURA

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CULTURA                                                    SPIRITO

La vita non ha un quarto stato perché è corrispondenza di stati, non, somma di stati.

I principi dell’Immagine sono sommi, e quindi, sommamente unitari.

Necessariamente trinitario_unitari quelli a somiglianza dell’Immagine.

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La Natura è la ragione del Bene

minitria

La Cultura                                                        Lo Spirito

   è la ragione del Vero                                    è la ragione del Giusto

 che corrisponde dallo stato di vita fra il Bene e il Vero

Al Principio di ogni principio, assoluta.

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La Natura è il luogo del Bene

minitria

per ciò che prova il Corpo

conosce la Mente                                                  sente lo Spirito.

quindi

La Natura è Via

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la Cultura è Verità                                            Lo Spirito è Vita

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Come la vita è trinitario_unitaria, così il senso

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VIVERE

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GUARDAR VIVERE                                   GUARDARSI VIVERE

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PER ESSERE SECONDO NATURA

minitria

PER CAPIRE SECONDO                                    PER SENTIRE SECONDO

CULTURA                                                               SPIRITO

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Spirito è ciò che anima

Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita. Lo Spirito è l’anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita, animata dalla forza dello Spirito.

La forza dello Spirito è vita della Natura. La vita dello Spirito è forza della Cultura. Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura.

Lo Spirito essendo forza è condizione di vita ma non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

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L’unità degli stati del Principio è permessa dalla mediazione fra gli stati. Vi è raggiunta mediazione quando ogni stato della vita ha la stessa misura di forza e di potenza. Nel Principio la mediazione fra i suoi stati ha raggiunto l’assoluto. 

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bottonerosso

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Anche il nostro principio è trinitario ma non è assoluto (vi è un solo Principio) pertanto è stato trinitario che tende all’unitario.

minitria

La tensione verso l’unità del nostro stato (è mossa dal bene) anche nel nostro caso è permessa dalla mediazione fra gli stati. Tanto più raggiungono l’unitario e tanto più è unitaria la mediazione.  La tensione verso la raggiunta unità nel Principio è mossa dal suo principio: il Bene.

Sentiamo raggiunta la mediazione fra gli stati

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Comunque figurata, la Natura è il Corpo del Bene.

Comunque raggiunta, la Cultura è la Conoscenza del Vero.

Comunque sentito, lo Spirito è la Forza della vita secondo Natura

e la Potenza della vita secondo Cultura.

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Per quello che è: Natura della vita;

per quello che conosce: Cultura della vita;

per quello che sente (Spirito della vita)

ilprincipio

Il Principio è Genesi del numero di ogni vita

e Genesi della vita di ogni numero

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La Natura è la ragione del Bene

minitria

La Cultura                                                        Lo Spirito

   è la ragione del Vero                                    è la ragione del Giusto

 che corrisponde dallo stato di vita fra il Bene e il Vero. L’Immagine della vita del Principio di ogni principio è assoluta. Chi è vita in assoluto non può manifestare che il suo assoluto perché al di fuori di un Assoluto non ci può essere altro Assoluto: tanto meno di relativo.

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Chi è vita in assoluto è immobile emozione della sua Natura

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immobile                                                       immobile

emozione della sua Cultura                            emozione del suo Spirito

Ne consegue che il Principio della vita è Motore immobile perché ha raggiunto il suo principio (la vita) ed è Motore mobile perché nel raggiungere il suo principio attua il suo principio: la vita.

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Secondo Natura, e/o secondo Cultura, e/o secondo Spirito, chi genera vita è padre di quanto attuato. Elevando il pensiero all’assoluto principio della vita, tanto più è Padre chi l’ha generata. Poiché ne ha generato l’universalità, universale la sua paternità.

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Il Principio assoluto della vita è inimmaginabile, indefinibile, innominabile. L’affermazione non ferma il Credo. Fa riconoscere, però, che fra il credere e il sapere vi è infinito divario. Su quel divario, solo la speranza può porsi come ponte, ma la speranza è ragione della fede, non, ragione della conoscenza:

ad ognuno i suoi bisogni.

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La vita è permessa dall’Amore

permesso dalla Comunione, permessa dalla Fede che permette la Vita permessa dall’Amore.

L’amore è detto dallo stato della corrispondenza normata dallo stato della comunione fra i suoi trinitario_ unitari stati. Al principio e nello stesso Principio la Comunione fra i suoi stati è assoluta. Per questo è detto l’Uno e per questo è il massimo segno dell’Amore.

Chi pone l’amore prima della verità, ama ciò che sente prima di ciò che sa.  Chi ama ciò che sente prima di ciò che sa è principiato dalla passione.

La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.

lamoree

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La corrispondenza fra gli stati della vita

minitria

permette la Comunione fra gli stati.

La Comunione fra gli stati permette l’Amore fra gli stati.

Dove per mancanza d’amore non vi è comunione fra stati, vi è errore e/o dolore tanto quanto non vi è comunione.

In assenza di ogni genere di comunione, (o legame, o patto, o alleanza) non vi sarebbe cellula ad altra prossima, né vita ad altri e/o altro prossima.

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Per mezzo della comunione detta dall’amore

ognuno partecipa all’alleanza fra vita e Vita

per quello che secondo Natura è

minitria

per quello che                                              per quello che

secondo Cultura sa                                   secondo Spirito sente

Per tale partecipazione, in quello che è, ognuno agisce quello che può.

Non può diversamente se non deprimendosi o esaltandosi. In ciò, ferire la sua Natura, falsare la sua Cultura,  gravare il suo Spirito.

Essendo, la vita, una trinitario unitaria corrispondenza di stati in tutti e fra tutti i suoi stati, il dissidio naturale e/o culturale e/o spirituale che ne impedisce l’unitario raggiungimento denuncia l’assenza di verità tanto quanto l’impedisce.

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Capire la vita (e la Vita) è viaggio di riconoscimento

naturale

minitria

culturale                                   e                              spirituale

di quello che la vita è per quello che nella vita c’è.

Il riconoscimento si attua per verifica. La verifica implica l’uso del discernimento. Il discernimento cura chi lo cura. Il discernimento è il medico che cura sé stesso. Il discernimento è anche il critico, che nella vita che agiamo, giudica la verità della parte interpretata.

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La vita è la maestra che pone il seguente problema

Tenendo presente quello che

siamo secondo Natura

minitria

sappiamo                                                     sentiamo

secondo Cultura                                           secondo Spirito.

Sapendo che la Pace nello Spirito è luogo di giustizia

perché Pace è cessazione del Dissidio, e quindi, segno di Verità,

ognuno trovi sé stesso

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I di_segni “per Damasco”

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s culturalenuovosegnoculturale

infinito

 

 

 

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autore

Perdamasco, chi?     Perché?     Io sono quello che sono     I miei studi    Nella gran parte dei casi     La morale della fola

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Per dire la mia conoscenza ho dovuto conservare la mia ignoranza, così, ancora mi chiedo dove ho trovato la conoscenza di quello che non avevo coscienza di sapere prima di scriverla. In un altro stato della vita? In un altro stato della mente? Non avendo risposta ho lasciato a Dante quella definitiva:

nondimen rimossa ogne menzogna tutta tua vision fa manifesta e lascia pur grattar dov’è la rogna. 

Verso i principi della vita escludo l’errore. Non l’escludo verso altre storie. Tutti gli scritti sono stazioni. Le ho raggiunte percorrendo le mie emozioni.

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