Passeggiando vedo commedie, novelle, romanzi, tragedie.

Qualche volta il mio sguardo ha irritato. Penso, perché me nolente, ho comunicato emozioni di giudizio. Lontana da me l’idea, ma evidentemente, presente timore in chi mi capita di guardare. Certamente può essere dal mio modo di vedere, ma può anche essere dal modo di vivere di chi guardo. Siamo tutti, immagine + testo. Se un testo è chiara immagine, perchè dovrebbe irritarsi se qualcuno lo legge? L’irritazione, allora, mi fa dire che quel dato testo + immagine non è sicuro di essere un’opera finita. Quell’insicurezza, “delega” a me, il giudizio che non sa, non può, o non vuole dare di sé

Ottobre 2007