Analisi del male

Lo stato nel quale non vi è alcun male è il Bene: Principio del bene naturale quanto del culturale e dello spirituale in ogni stato di vita. In ragione della condizione dello stato della mancata comunione di una Natura, o di una Cultura, o di una vita con il Principio del Bene, non vi è comunione col Bene, tanto quanto vi è insoddisfatto desiderio di unione verso l’origine. Qualsiasi desiderio di bene che non corrisponde al vero è arbitrio su di sé o su altro sé perché non è corrispondente vita: forza di ciò che allo Spirito è giusto. L’arbitrario desiderio di una Natura che non corrisponde secondo quanto è bene per ciò che è vero di quanto è giusto sia alla propria che ad altra vita, si pone contro sia la Natura propria che altra. L’arbitrario desiderio di una Cultura che non corrisponde secondo quanto è vero per ciò che è bene di quanto è giusto sia alla propria che ad altra vita, si pone contro sia la Cultura propria che altra. L’arbitrario desiderio di una vita (forza del suo Spirito) che dato il bene che è nel vero non corrisponde secondo quanto è giusto sia alla vita propria che ad altra, si pone contro sia la vita propria che altra. Ogni arbitrio è una violenza: sia sugli stati propri che sugli stati altri. Violenza (contro sé e/o contro altro da sé) è la forza della vita che non vuole sentire e, dunque intendere, la ragione del suo Spirito. La ragione dello Spirito si intende nello stato di pace, perché, nella pace vi è quiete fra i dissidi e, dunque, verità. La forza della violenza da arbitrio contro se e/o altro da se è corrispondente alla forza dello stato di ciò che non si vuole sentire, sapere e capire. Una individualità non vive la sua vita con giusto Spirito (cioè, con la giusta forza) tanto quanto il sapere dato dalla sua Cultura non corrisponde al sentire dato dalla sua Natura (come di converso) tanto quanto il sentire dato dalla sua Natura non corrisponde al sapere dato dalla sua Cultura.