“Per Damasco”, chi?

A causa della fine dell’Amato (destino che ho iniziato a conoscere la notte di Capodanno del 1985)  nel febbraio del 1991 mi sono ritrovato come si ritrovò l’Aretino Pietro: con una mano davanti e una di dietro. Solo ora ne sorrido qualche volta ma all’epoca non c’era proprio di che farlo. Allora, ero solo un bendato: vuoi dalla vita personale, vuoi dalla sociale, vuoi da una cultura religiosa che non avevo mai particolarmente seguito, ma che lo stesso pativo perché la sentivo amorosa solo a disinfettate parole. Ho cominciato a crescere a me stesso solo dopo averla buttata fuori dalla mente! Il pensiero che avevo buttato fuori, però, è rientrato (non più come prima!) per mezzo di una vita che prima non avevo mai considerato! Non si finisce mai di doversi ricredere.