Care memorie

Nelle memorie di viaggio “per Damasco” ho messo la parte ideale e nondimeno quella reale. Il che vuol dire, che nel mio tutto è presente sia il netto che la tara. Si consideri, tuttavia, che senza il mio viaggio reale non avrei potuto percorrere neanche quello ideale. Se potessi mi firmerei Vitaliano_Perdamasco_Vitaliano. Giusto per dire che, sia in queste pagine che nella mia vita, sono Vitaliano quando percorro il mio reale, Perdamasco quando percorro il mio ideale, e ancora Vitaliano perché torno al mio reale. Perché tutto sto’ giro?! Perché l’operazione di rientro dall’ideale al reale arresta quella sclerosi della vita mentale e spirituale che si manifesta come fanatismo. Se non si provano, ai provati dalla vita succede. In una seduta medianica (esperienza fondamentale ma del tempo che fu) la presenza che si disse Francesco (nulla a che vedere con quello d’Assisi) mi disse di dire tutta la verità! Cosa che ho fatto, se con la parte ideale intendeva raccomandarmi il racconto della parte reale. L’avrei fatto comunque. Darla ad intendere non è mai stato fra le mie brame. Non sono ancora riuscito a rivedere tutte le lettere: sono una caterva. Imperava la mia emozione più che la mia ragione quando le ho scritte. Parafrasando Pascal; l’emozione ha delle ragioni che la ragione non conosce. La mia dell’epoca, in quelle ragioni si era persa.  Alla mia di ora, il compito di ritrovarla. Non ci sono ancora riuscito dove vi è manifesta con_fusione fra ragione ed emozione. Non mi sarà facile riuscirci, come non è facile, per un guarito, decidere di dover rientrare in ospedale per capire meglio la malattia e perchò si è ammalato.