Buon giorno, Giovanni.

Ho scritto questa lettera quando stavo sul Monte del Sapone a dirla con il Guzzanti. Riletta, meglio chiarita, e formalmente corretta, non la trovo inaccettabile neanche oggi che da quella cima son disceso. Al più, inattuabile, vista la sociale e mediatica preferenza al grido anzichè alla ragione.

Della personalità dipendenti da pulsioni pedofile, l’equo giudizio non può non cogliere il dissidio intriore, sia di chi riesce a tacitare quell’improprio desiderio, sia di chi lo manifesta. Le pulsioni negate, infatti, possono giungere a scardinare la ragione con una potenza che è propriorzionale alla repressione di sè. Della personalità pedofila, quindi, se da un lato è giusto il giudizio sul Fare, dall’altro non è giusto il giudizio sull’Essere. Nel casi della repressione di se’, il desiderio sessuale diventa il magma,  che nel fuoriuscire puo’ travolgere quanto è,  sia quanto trova o cerca nel suo cammino. Sai bene che questo genere di fuoriuscite della vitalita’ da pulsione sessuale repressa succedono anche fra i sessualmente convenzionati: per altro dire, ai normali. Prova ne siano i casi di stupro. Possono succedere anche fra gli omosessuali, ovviamente, ma, direi, solo durante la formazione di quell’identità. Non succedono ulteriormente perché la relazione omosesuale implica il rapporto fra simili, anche culturalmente oltre che naturalmente. Come non lasciare a sé stesso il sofferente da pulsioni pedofile? Come aiutarlo a non diventare delinquente perché attua le sue pulsioni? Ideale sarebbe, una valvola di sfogo: ad esempio un ausiliare Centro d’Ascolto. Riceverebbe ben poche telefonate, dici? Non ignoro la loro paura del giudizio. Come non ignoro la paura di poter essere riconosciuti. E’ la stessa degli Omosessuali. E’ scemata da quando abbiamo posto separante distinzione fra cio’ che socialmente sono (soggetti sociali non meno di altri) e cio’ che fanno come soggetti personali. In ambo i casi, il giudizio sta cessando di essere a priori. Allo stesso modo dovremmo pensare ed agire anche nei confronti della Persona pedofila. Non agendo cosi’, diventiamo come il medico che suppone di poter curare un sofferente, spalmando una crema sui vestiti anziche’ sulla pelle.

Datata

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