Biofobia – Alla Cortese Attenzione del Dottor G.S.

La Biofobia è generata da un’antipatia verso la vita: vuoi propria, vuoi altra, vuoi verso quanto riesce ad infettare il biofobo. Se arresta il giudizio, la si puo’ dire una tossicodipendenza. Qualsiasi genere di Biofobia contro la vita, la nega leggermente tanto quanto il biofobo riesce a gestirla senza riflussi. Pesantemente, invece, tanto quanto gli fuoriesce dai suoi psicologici tombini.

La Biofobia e’ lo stato di contro_vita che, latente o manifesta, comunque contiene infiniti stati di morte. Nello stesso biofobo in aggrovigliata condizione: condizione che puo’ veicolare infiniti stati di distruzione, vuoi nel caso sia implosiva perche’ rivolta contro se’, vuoi nel caso sia esplosiva perche’ rivolta contro altra vita da se’. Verso la vita nel Tutto, invece, tanto quanto la Biofobia totalizza (sia implosivamente che esplosivamente) una contro_vita. Naturalmente, vita, e’ stato di infiniti stati di vita, pertanto, anche la Biofobia e’ composta da infiniti stati di biofobia. Nel tumore dato dal dissidio fra vita e contro_vita (dissidio gestibile nell’antipatia e gestore del biofobo nell’odio) ogni soggetto a Biofobia diventa l’infettante incubatore (vuoi di se’, vuoi di quanto infetta di se’) che origina stati incubatori di biofobia.

Nella Biofobia (come in ogni caso di tossicodipendenza) vi sono tolleranze che il biofobo deve superare con maggiori dosaggi di Biofobia per sentirsi sempre identitariamente “fatto”. Chi afferma di poterla gestire, e’ come il tossicodipendente che afferma di poter gestire in proprio la sua tossicodipendenza, ma da quel girone si esce solamente con l’aiuto dell’antidoto che la mente del biofobo non puo’ produrre da sola: la coscienza di se’ nella coscienza della vita. E’ compito dei medici curare la Biofobia con quell’antidoto? Non lo so. Quello che so, e’ che la vita necessita di molti generi di cure, e che non bada se chi le somministra e’ uno scoreggione oppure un dottore.

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