Immagine e immagine

“… ma l’amore non in senso “cristiano”, come deformato successivamente, bensì in senso carnale…”

Condivido il carnale, Mauro, come scalino che porta alla conoscenza di Dio (religiosamente parlando) ma non possiamo “conoscere” Dio se non conosciamo noi stessi. Se non conosciamo noi stessi, infatti, su quali basi valuteremo la nostra somiglianza con l’Immagine, o con altre parole, la nostra somiglianza fra vita e Vita? I sufi sostengono “che ogni donna (volontà accogliente) che diventerà maschio (volontà determinante) entrerà nel regno dei Cieli”. Si ma senza dimenticare l’altra faccia della medaglia: ogni maschio (volontà determinante) che diventerà donna (volontà accogliente) entrerà nel Regno dei Cieli. Ne consegue, che non entreranno nel regno dei Cieli, il determinante che non si fa accogliente, come neanche l’accogliente che non si fa determinante. Al principio ammettendo una sostanza assoluta, ne deriva la sua assoluta unità. Nel Regno del suo Cielo, quindi, potranno entrare immagini, all’Immagine somigliante, tanto quanto sono unitari. Con altro dire, spiriti che in unica forza sono unica vita. Diversamente dalla sostanza al principio (e dello stesso Principio) la nostra vita  è stato di infiniti stati di vita. Anche raggiunta, una nostra mssima unità, non diventerà mai assoluta, pertanto, non potremo entrare nel Regno del Cielo del Principio. Secondo stati di infiniti stati di vicinanza o lontananza, presso quel Cielo, graviteremo.

Datata marzo 2007 – Al 10/12 2019, riscritta. Corretta nel Marzo 2020

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