I Pompieri non solo a Viggiù

Questa mattina devo essermi alzato un po’ rincoglionito perché ho perso le chiavi di casa. Vallo a trovare un fabbro di sabato! Ci provo locstesso Ne chiamo due. Rispondono le segreterie. Non sapendo da che parte girarmi chiamo i Pompieri! Assuefatto al generale distacco umano che si trova andando per uffici e/o servizi pubblici mi aspettavo niente di diverso, invece, già al centralino, ho trovato premura capacità, cortesia. Così, nel giro di quanto è stato possibile per precedenti impegni mi sono trovato sotto casa una equipe di operatori che stava pensando di aver finito il turno di lavoro. Per fargliela breve, sono stati più veloci a provvedere, loro, che io a trovar le chiavi di riserva una volta entrato nell’abitazione. Ovviamente, ho chiesto al Capo squadra quanto dovevo. Mi ha risposto: nulla, grazie, buon Natale. Non è facile lasciarmi senza parole. Loro ci sono riusciti. Risulterà meglio a lei che a me, che l’Italia sta affondando in un mare di grigiume. Trovare, invece, delle aree di servizio sociale ancora felici, (come questo gruppo di lavoro) è sprazzo di speranza che andrebbe testimoniato pubblicamente. Nel salutarla, (e nel ringraziarla per quanto le sarà  possibile fare ) rinnovo la mia riconoscenza a quella Squadra. Non conosco i nomi dei componenti, ma pare che non importi perché il centralinista della Caserma m’ha confermato che il grazie diretto ad una, è  diretto a tutte le Squadre. Si sentono un unico Corpo, loro.

Dicembre 2007

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