Ascensioni ed emozioni

Cara Luisa: oggi, mi sono detto che il lavoro è come l’eternità: ci sarà anche dopo di me. Così, ho dato quattro link agli sciacquini che mi sono rimasti, e sono tornato a casa. Avevo un qualcosa d’incompiuto nella mente, a tuo riguardo, così, sei stata il mio primo pensiero di ferie, non prima di essermi spogliato dagli abiti di lavoro. Ivi compreso, quelli mentali. Ora, davanti a te, sono qui come mamma mi ha fatto. Per fortuna mi senti, che se mi vedessi, ti raccomando l’arabo! Del mio sito, ti ha colpito l’essenzialità.  La mano alla destra in basso, è un omaggio post era, che ho fatto ad una presenza: un certo Robert Kaufman, filosofo di Brema in epoca Rivoluzione, mi diceva. Non hai idea di quanti effetti avevo saputo decorare le mie pagine. Tutti splendidi, ma non sino al giorno dopo. Il giorno dopo, già invadevano le parole con le loro emozioni. In un certo senso, le sfrattavano. E, allora, ho buttato via tutto: parole a parte, ovviamente. Leggendo il tuo ultimo post, ho provato lo stesso desiderio: via tutto, parole a parte, ovviamente. Ho desiderato di buttare via tutto, lì da te, perché, in testi particolarmente elevanti, si dovrebbe dar spazio al silenzio. E’ il silenzio, che ti permette di avvicinarti alla farfalla per vederne tutta la trama delle ali, tutti i cromi. Lo potresti facendo casino? Indubbiamente no. Quindi, per ammirarle in pieno, è necessario eliminare “il rumore”, cioè, le estranee emozioni. Ieri, non solo mi hai portato sul tuo K2, ma se è possibile (e lo è stato) mi hai fatto andare oltre la cima.  In quel testo, però, le immagini erano emozioni che reclamavano la mia attenzione, così come un bambino reclama il suo spazio nel dialogo fra due adulti. E’ chiaro che dobbiamo darglielo. Altresì è chiaro, però, che sta rompendo le palle! Non volermene, ma ieri, le foto che intercalavano le parole, per la mia sensibilità, sono state come quel bambino: che palle! Negli altri tuoi testi, anche le foto dialogano da adulto, ma non ieri. Non ieri. Non fra Dei regali che parlano a dei vicari. 

Datata Ottobre 2007 . Nella decimillesima edizione odierna ho tolto quell’immagine.

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