Non ho mai visto uno spirito. Figuriamoci lo Spirito!

Dunque non esiste ciò che non si vede? Neanche la Cultura si vede, tuttavia, agisce il culturizzato, e lo agisce tanto quanto un culturizzato è influito dalla Cultura. Così gli spiriti. Così lo Spirito. Lo Spirito della vita non è una identità: è una potenza. In ragione del loro stato di spirito, anche gli spiriti sono potenze. Della potenza, però, conservano l’identità che sono stati, tanto quanto corrispondono con questo stato della vita. Corrispondono con questo stato della vita, tanto quanto subiscono un desiderio non rassegnato della vita e della vitalità che sono stati. La vita ulteriore si libera da quel desidero, tanto quanto sanno (possono e/o vogliono) elevarsi al principio della vita: lo Spirito. Cominciar a elevarsi dal desiderio di questo piano della vita già nella nostra, certamente aiuta.

Di ogni persona sappiamo la parte identitaria più nota, ma nulla sappiamo su quello che è diventata per la parte non nota. Sostenere quello che ora sono, (ad esempio, santi o beati) si basa solo sul desiderio della chiesa di aver santi o di beati, e/o di poter sostenere che il suo magistero origina santi e beati oltre che servi. Ben vengano i Servi: la vita ne ha bisogno. Ben vengano anche i beati e santi visto che la chiesa ci tiene. Ben vengano tutti se proprio si vuole, però, solo se usati come fonte spirituale del magistero del vero che è nel bene! Di negativa spiritualità, il magistero che strumentalizza quegli spiriti per lo scopo di assoggettare il nostro spirito! L’intento “non sarà perdonato”.

(Venga un accidenti alla scarsa memoria! Non mi ricordo più chi l’ha detto.)