Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione lo amava molto.

Come hai potuto constatare fra gli Indiani ed io fra gli Arabi, l’omosessualità come la concepiamo noi non centra niente con il desiderio (anche sessuale) fra simili. Perché escludere, quindi, che il sentimento del centurione, altro non sia stato che un piacere fra affinità comunque originate: quell’amare (platonico o no) che da noi pare diventato (nella in_coscienza sul sesso) solamente la cuccia per “cani sperduti senza collare”? E, se invece, dell’Albero della vita, fosse l’aggiuntiva linfa che abbiamo escluso per fallace etichettatura?

Novembre 2006