Bella, Mauro, la tua citazione.

“Verranno giorni in cui sorgeranno vigne, che avranno ciascuna diecimila viti; ogni vite avrà diecimila tralci; ogni tralcio avrà diecimila bracci; ogni braccio diecimila pampini, ogni pampino diecimila grappoli; ogni grappolo diecimila acini; ogni acino, spremuto, darà venticinque metrete di vino. “

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[Aggiungo “acino” come  simbolica misura della singola conoscenza e/o vita, e di ciò che ne consegue.]

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Sono andato a curiosare sul mio libro magico, il dizionario dei Simboli che già ti ho detto, per verificare i significati ed i simboli di “vite”. Fra molte altre cose, scelgo quello che, a mio giudizio, mi pare più attinente alla frase sopra scritta. La vite è Israele come proprietà di Dio. In occasione della festa della vendemmia, il profeta Isaia compone un canto:

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“il mio Diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle…”

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Te la faccio breve: il Diletto la cura il massimo che può, ma la vigna va a ramengo. Incazzato, il Diletto la strappa e “comanda alle nubi di non far più cadere una goccia di pioggia su di essa. [Nota, acqua, simbolo della vita.] Il popolo d’Israele è la vigna del Signore degli eserciti, e gli uomini di Giuda, la piantagione preferita. Deluso, dai frutti della vigna, (il popolo di Giuda ai tempi di Isaia ) il Diletto la reincarna in una nuova vite: il Messia; figura che, appunto, incarna e riassume il vero popolo del Diletto. Se ho interpretato bene il tutto, la frase che riporti profetizza lo sviluppo di Israele, appunto guidato dalla nuova Vite, e, aggiungo io, dalla nuova vita. Non ne traggo odierne constatazioni su Israele e su gli sviluppi di questa vite del Diletto, se non altro perché dovrei trarre la conclusione che le profezie sono delle belle opere, ma, pie.

Un momento! L’occhio mi è tornato sulla frase iniziale: “Verranno giorni in cui sorgeranno vigne…” Vigne, plurale di vigna. Non del solo Israele, allora, parla Isaia. Parla anche di più proprietà di Dio, come di più Messia, come di più popoli. In definitiva, parla della Vite, ma nel senso di fonte di vita di più tralci, bracci, pampini, ecc. Per questo universalistico senso, direi che la profezia si è avverata. Anche troppo, forse, stante l’odierna situazione! Quello che la profezia non aveva previsto, però, è che lo sviluppo della proprietà di Dio, è andato oltre Israele. Israele, ora, è vigna fra vigne. O, aveva previsto anche questo? L’ampiezza della profezia, a mio avviso, giustifica la domanda.

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Ottobre 2007