Sei ancora vivo? Io sarei morta stecchita.

Ti racconto un sogno. Mi trovo all’interno di una sala. Sembra un teatro. Sono in “piccionaia”. La luce è grigia. Tutto e tutti sono grigi. Per un attimo mi vedo. Anch’io sono grigio.

apenna

Procedo camminando fra persone. Riconosco la faccia di qualche assessore. Di un politico imbecille in particolare. Traggo la conclusione di essere nella sala conciliare. Passando, i presenti mi mettono in mano dei pezzi di stoffa. Li guardo. Sono cravatte. Sono annodate. Le riguardo. Si stanno sciogliendo. Le restituisco. Mi sveglio. Ora, vediamo di mettere ordine. Il collegamento con la frase che hai lasciato era complicato anche per me. E’ un’esclamazione, infatti, che ha più di un significato. Ho creduto di trovarlo in questo: Cacchio, perdamasco, con tutto quello che ti è successo, non ti hanno fermato: discorsi, persone o altro che sia. – Per quel pensiero, il sogno che ti ho raccontato dice che non mi si ferma perché i nodi che mi si porge, si sciolgono da sé. Dici: cosa c’entra questo sogno con la tua esperienza terribile del letto che si muoveva? Non centra niente. Sei tu che stai accostando delle esperienze dette in post diversi. Terribile quella del letto, dici? Sinceramente no! Passata la prima sorpresa, a me veniva da ridere. Mi dicevo: speremo che quei da basso no i senta sto casin?! Immaginali, quelli di sotto, mentre pensano che di sopra si sta facendo sesso tanto da far vibrare il letto! Invece, c’ero io e chissà chi. Forse un certo birbantello ma nella medianità non c’è possibilità di verifica ed è meglio non cercarla. Quando il letto si muoveva ero sveglio. Ciao

Novembre 2006