Non sono mai stato orfano

Ero a militare, quando mi è mancata mia madre adottiva. Non solo una madre mi è mancata in quel momento. Mi è mancato, un passato. Avevo mancante, il presente. Mi mancava del tutto, il futuro. Così, sono andato alla ricerca delle mie origini! Correva l’anno, 65/66, mi par di ricordare. Gira che ti rigira, rompi che ti strarompi, sono riuscito a trovarle. Della madre naturale, in primo, il paese. Dalle parti di Portogruaro. Vado in Canonica, chiedo di… Il prete dice: famiglia numerosa. Grande povertà. Mi raccomanda cautela. Mi indica una strada verso i campi. Vado verso i campi. Chiedo ad una donna che trafficava nel suo orto, dove, la casa dei… Mi guarda, come se sapesse già tutto. Mi dice: è quella! Vedo, in distanza, fra maree di granoturco ancora verde, una casa, ancora senza malta, e senza colore. Puri mattoni. Mi manca il cuore. Torno indietro, ma, non mi bastava. Cerca e che ti ricerca, rompi e strarompi, non ti trovo l’ultimo indirizzo di quella donna! Scrivo. Mi scrive. Mi dice: ti raccomando, adesso sono sistemata. Se vieni qui, discrezione! (Non ricordo le parole precise, ma questo il senso!) Non gliene imputo colpa. Forse aveva letto su Novella2000 che “la voce del sangue” fa gridare – mamma!!! – in tutte le piazze! Non era e non è il mio caso! Quando m’ha detto: adesso ti devi sistemare, (ecc, ecc.), ho fermato il rapporto. Anzi, l’ho chiuso! Solo da mia madre (la Cesira) avrei potuto accettare quel genere di intrusione nelle mie scelte, non, da un’estranea. Giusto per dirne solamente una della Cesira. Il giorno della Prima comunione era venuta a Padova. Per tornare a Este si è fatta 30 km a piedi. Ha detto: ho perso il treno. Sospetto, invece, che avesse terminato i soldi, con le 6 paste (dico 6 paste) che aveva potuto portarmi. Ecco! Io non so cosa sia l’adozione: non sono mai stato orfano.