La vita è permessa dall’Amore

permesso dalla Comunione, permessa dalla Fede che permette la Vita permessa dall’Amore

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Volute dai poteri del “Principato e della Religione” di ogni genere società, sulla vita si è sovrapposta una babele di laceranti versioni. Quale la vera? Non lo so, ma se ammettiamo che i principi del Principio siano il Bene, il Vero, il Giusto, allora, dove c’è il Dolore (male naturale e spirituale da errore culturale) non può esserci verità tanto quanto vi è dolore. Al dolore causato dall’errore oppongo e propongo questi principi.

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La vita ha tre stati di vita:

Natura

triangolo

Cultura                                                                       Spirito

Per – stato – intendo la condizione naturale, culturale e spirituale della personale identità. Avendo tre stati, la vita è trinitario_unitaria. E’ assoluta unità fra i suoi stati solo al principio di ogni principio. Nel nostro principio è unitaria in ragione della misura di ricongiungimento fra i suoi stati. Vuoi nella vita individuale, vuoi nella globale, o elevando il pensiero fra la vita e la Vita, le corrispondenze fra gli stati naturali, culturali e spirituali attuano la relazione di vita fra gli stati.

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L’immagine della vita (la particolare) somiglia all’Immagine della Vita: l’Universale. La differenza fra la Particolare e l’Universale è detta dallo stato del rispettivo stato: assoluto al principio e dello stesso Principio. Relativa al nostro stato nel nostro principio.

Il Principio assoluto della vita è inimmaginabile. L’affermazione non ferma il Credo. Fa riconoscere, però, che fra il credere e il sapere vi è infinito divario. Su quel divario, solo la speranza può porsi come ponte, ma la speranza, è ragione della fede, non, ragione della conoscenza. Ad ognuno i suoi bisogni.

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Vita, è la maestra che pone il seguente problema

Tenendo presente che siamo Natura per quello che siamo

triangolo

Cultura per quanto sappiamo           e            Spirito per quanto sentiamo.

Sapendo che la Pace nello Spirito è luogo di giustizia

perché pace è cessazione del dissidio, e quindi, segno di verità,

ognuno trovi sé stesso.

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Se non altro perché non vi possono essere contenuti culturali e spirituali se prima non vi è il corpo contenitore (la Natura) ammettiamo che, sia della vita maschile che della femminile, il loro primo stato sia il

naturale.

triangolo

Come l’acqua prende forma dalla forma del contenitore, così, un contenuto culturale non può essere estraneo allo stato che lo contiene. Ne consegue che la Natura del dato stato è la via che forma la Cultura di quello stato.

Dal principio naturale della vita, dunque, si originò il corrispondente

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principio culturale

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Il principio del bene nella Natura è il sentire. Il principio del bene nella Cultura è il sapere. Lo Spirito è il principio della forza della vita del bene naturale e culturale che si origina dal sentire nel sapere (se il prevalente principio di vita è diretto dalla forza della vita della Natura) o dal sapere nel sentire se il prevalente principio di vita è diretto dalla forza della vita della Cultura.

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Vita, è stato di infiniti stati. Si origina dalla corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati. Ciò che è del sapere nel sentire (come nel sentire nel sapere) allora, diventa

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                                                               vita secondo Spirito

Se non vi fosse integrazione fra i tre stati, la vita avrebbe avuto un solo stato e, dunque, o eterno (ma di eterno vi è solo il Principio) o, per quanto lungo, necessariamente a termine.

Non necessariamente in ordine di tempo ma, necessariamente, secondo l’ordine dato dal convivere fra i suoi stati, la vita, quindi, si evolse (come si evolve) secondo

Cultura della Natura: il Corpo

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secondo la

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                                            Cultura della sua Natura: il pensiero.

Secondo le finalità di vita, al perseguimento naturale e culturale seguì la Cultura della vita

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                                                                   secondo la sua forza: lo Spirito.

Mi dirà: come fa uno stato della vita ad avere il senso della vita della propria Natura se, essendo stato e, dunque, non ancora vita (secondo forza, Natura che corrisponde con la sua Cultura) non può avere quello della propria Cultura e, dunque, neanche quello del proprio Spirito? Lapalissiano, Padre! Perché qualsiasi stato naturale vi sia stato in origine, avendo lo Spirito che gli è forza ha la vita data dal Principio. Avendo la vita data dal Principio (il cui principio è vita) in ragione dello stato del suo stato, necessariamente, ne ha Cultura.

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Capire la nostra vita (e la Vita) è viaggio di riconoscimento

naturale

triangolo

culturale                         e                    spirituale

di quello che la persona è, per quello che nella persona c’è.

Riconoscimento è verifica. La verifica implica l’uso del discernimento. Il discernimento cura chi lo cura. Il discernimento è il medico che cura sé stesso. Il discernimento è anche il critico, che nella vita che ci proponiamo, giudica la verità della parte interpretata.

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Sono delitti contro la vita tutti quei principi che dividono una Natura dalla sua Cultura. Una Natura divisa dalla sua Cultura è separata dal suo Spirito tanto quanto è alienata.Per Natura intendo il Corpo della vita comunque effigiata; per Cultura, la Conoscenza della vita comunque raggiunta; per Spirito, la potenza della vita comunque agita.

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Se ciò è dell’Immagine della vita, ciò non può non essere della vita a quella somigliante. La vita non è un quarto stato: non lo è, perché vita è corrispondenza di stati, non, somma di stati. I principi dell’Immagine sono sommi, e quindi, sommamente unitari. Necessariamente trinitario_unitari quelli della Somiglianza.

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La Natura è il luogo del bene

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La Cultura                                         Lo Spirito

    è il luogo del Vero                           è il luogo del Giusto

che corrisponde dalla relazione di forza fra il Bene e il Vero.

Al Principio di ogni principio, assoluta.

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La Natura è la ragione del Bene

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La Cultura                                              Lo Spirito

   è la ragione del Vero                          è la ragione del Giusto

 che corrisponde dallo stato di vita fra il Bene e il Vero

Al Principio di ogni principio, assoluta.

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La Natura è il luogo del Bene

triangolo

per ciò che prova il Corpo

conosce la Mente                                        sente lo Spirito.

quindi

La Natura è Via

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la Cultura è Verità                                  Lo Spirito è Vita

Vi è pace nella vita tanto quanto la forza della vitalità  naturale e della vita culturale non patisce dissidi fra Natura e Cultura. L’assenza del Dissidio permette alla vita di perpetuare sè stessa senza male naturale e spirituale da errore culturale.

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Come la vita è trinitario_unitaria, così il senso

VIVERE

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GUARDAR VIVERE                         GUARDARSI VIVERE

PER SENTIRE SECONDO NATURA

triangolo

PER CAPIRE SECONDO                          PER ESSERE SECONDO

CULTURA                                                     SPIRITO

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Il Bene della Natura

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il Vero della Cultura                                il Giusto dello Spirito

 sono i rami portanti in ogni morale (comunque religiosa o comunque no) perché nei principi del Principio fondono la loro promessa nella stessa terra: la vita.

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I principi della vita sono sono quelli della Vita:

il Bene per la Natura

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il Vero per la Cultura                  e                 il Giusto per lo Spirito

che corrisponde dalla relazione fra il Bene: principio di ciò che siamo. Il Vero: principio di ciò che sappiamo. Il Giusto: principio della forza che si origina dalla corrispondenza di stati fra ciò che siamo e sappiamo per quanto sentiamo.

I principi sono la basilare fonte del discernimento nella capacità di scelta personale e sociale: elevando gli intenti, spirituale. I principi sono maestri tanto quanto indirizzano la vita verso i suoi principi. Tanto quanto i principi confermano e conformano secondo secondo emozioni di giustizia, e tanto quanto sono umanamente magistrali. Tanto quanto rigidamente applicati (vuoi in sé come in altro da sé) e tanto quanto disumanizzano i vissuti.

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Una informazione non corrispondente allo stato (naturale – culturale – spirituale) di una data vita, altera il rapporto di forza fra gli stati. Alterandolo, mina una Natura e la dissocia dalla sua dalla Cultura. Così facendo, l’ammala di estraneità. Lo stato trinitario della vita è unitario tanto quanto agisce l’equa corrispondenza fra gli stati. Ammesso al principio (e dello stesso Principio) lo stato di assoluto perché primo, e ammesso che in nessun stato primo possano sussistere equamente delle parti seconde, ne consegue che l’unità fra i suoi stati, oltre che assoluta è inscindibile.

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 L’amore è detto dallo stato della corrispondenza normata dallo stato della comunione fra i suoi unitario _ trinitari stati. Per mezzo della comunione detta dall’amore ognuno partecipa all’alleanza fra vita e vita (o elevando il pensiero, fra vita e Vita)

per quello che secondo Natura è

triangolo

per quello                                         per quello

che secondo Cultura sa                 che secondo Spirito sente

La corrispondenza fra gli stati della vita permette la Comunione fra gli stati. La Comunione fra gli stati permette l’amore fra gli stati.

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Per mezzo dell’Amore detto dalla Comunione, ognuno partecipa all’Alleanza fra vita e vita (o elevando il pensiero, fra vita e Vita)

per quello che è secondo

Natura

triangolo

conosce secondo Cultura                      sente secondo Spirito

Non può diversamente se non deprimentosi o esaltandosi. In ciò, ferire la sua Natura, falsare la sua Cultura,  alterare il suo Spirito.

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L’amore è lo stato della corrispondenza di vita detta dalla comunione fra i suoi unitario _ trinitari stati: al principio:

Natura

triangolo

Cultura                                                           Spirito

In quanto vita al principio, il Principio è sovrana unità del suo stato. Ne consegue che il Principio

.

bottonerosso

.

è il massimo stato        dell’amore            detto dallo stato

della comunione fra i suoi inscindibili stati.

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Dove per mancanza d’amore non vi è comunione fra stati, vi è errore e/o dolore tanto quanto non vi è comunione. In assenza di ogni genere di comunione, (o legame, o patto, o alleanza) non vi sarebbe cellula ad altra prossima, né vita ad altri e/o altro prossima.

Per quello che è

(Natura della vita)

triangolo

per quello che sa                                per quello che sente

(Cultura della vita)                                     (Spirito della vita)

ilprincipio

Il Principio è Genesi del numero di ogni vita

e Genesi della vita di ogni numero

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Per mezzo della comunione detta dall’amore, ognuno partecipa all’alleanza fra vita e vita

(o elevando i concetti fra vita e Vita)

per quello che secondo Natura è

triangolo

per quello che secondo          per quello che secondo

Cultura sa                              Spirito sente

Per tale stato di partecipazione

in quello che è ognuno da quello che può.

Non può diversamente, se non esaltandosi e/o deprimendosi, ed in ciò,

ferire la sua Natura

triangolo

falsare la sua Cultura        alterare il suo Spirito.

Essendo, la vita, una trinitario unitaria corrispondenza di stati in tutti e fra tutti i suoi stati, il dissidio naturale e/o culturale e/o spirituale che ne impedisce l’unitario raggiungimento denuncia l’assenza di verità tanto quanto l’impedisce.

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In assenza di ogni genere di comunione (o legame, o patto, o alleanza) fra la vita principiante e la vita principiata, non vi sarebbe cellula ad altra prossima, né vita ad altri e/o altro prossima.

lamoree

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Nel Principio e nei principi c’è la vita

per il Verbo che è

triangolo

per la Cultura che sa                           per lo Spirito che sente

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In ragione della corrispondenza di vita fra la sua

Natura

(è ciò che è)

triangolo

la sua Cultura (è ciò che sa)                 e             il suo Spirito (è ciò che sente)

la parola

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ilprincipio

Il Principio della vita è genesi del numero di ogni vita

e genesi della vita di ogni numero.

Chi è vita in assoluto non può manifestare che il suo assoluto. Al di fuori di un Assoluto non ci può essere altro Assoluto.

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 Chi è vita in assoluto è inmobile emozione della sua Natura

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inmobile                                                  inmobile

emozione della sua Cultura                       emozione del suo Spirito.

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IL PRINCIPIO DELLA VITA E’ MOTORE IMMOBILE PERCHE’ HA ATTUATO IL SUO ASSOLUTO PRINCIPIO (LA VITA) ED E’ MOTORE MOBILE PERCHE’ ATTUA L’ASSOLUTO PRINCIPIO CHE LA SUA POTENZA HA ATTUATO: LA VITA.

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Nulla può offendere e da nulla si deve difendere, la Natura che colloca il proprio spirito (la propria forza) nella Cultura della Vita: la vita del Principio. Collocati nella vita del Principio (stato di infiniti stati dell’emozione del Suo spirito) nessuno è mai solo, ne mai abbandonato.

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