Non illudiamoci!

Neanche l’amore può nulla contro la droga perchè la droga, disattivando il dipendente, gli disattiva la capacità di sentire i sentimenti. Non per questo, la capacità di recitarli. A proposito di amore recitato non solo nei tossicodipendenti! Un tossicodipendente ha avuto la malaugurata idea di confermare le sue pulsioni omosessuali con la psichiatra che lo “curava”. Morale della favola: le Comunità interpellate (evidentemente informate dalla psichiatra) sapendo la questione, si sono rifiutate di accoglierlo. Mi par di ricordare, ora che ci penso meglio, che vi è stata una che si è resa disponibile all’accoglienza, ma, quella Comunità ospitava dei malati terminali. Capita l’antifona? Lo volevano seppellire ancora da vivo! Fidati degli psichiatri! Indifferentemente se laiche o religiose, a proposito di amore, amare e di Comunità: come fa un tossicodipendente a restare senza sesso, se in quelle sedi riprende in pieno la sua vitalità? Si arrangia, più o meno bucando la norma o, miracolo, diventa sessualmente angelico?

Agosto 2006