Verso la fine dei tuoi e miei discorsi

Verso la fine dei tuoi e miei discorsi mi hai gestualmente comunicato che ti stavi allontanando dalle mie ipotesi. Probabilmente, perché sentirsi sotto lente, alla lunga stanca per più motivi. Così, ho deciso di scriverti delle possibili interpretazioni su quanto mi hai detto e mostrato. Lo faccio da titubante. La titubanza mi sta segnalando che sto superando dei limiti? Il punto però non é questo: il punto é quale: forza influisce sulla mia titubanza? Una forza del vero che vuole allontanare del falso, o una forza del falso che vuole allontanare del vero? Una mia insicurezza? Ammesse le ipotesi, sento che nessuna forza è maggiore dell’altra.  Le direi in bilico e quindi in stasi. Pertanto, non mi resta che confidare sulla mia. Andrò per punti. Naturalmente, le mie ipotesi sono solamente delle ipotesi, quindi sono solo stimolatrici di possibilità.

1) Per calo dell’interesse ti stavi allontanando da me (verso la fine dei discorsi) perché credi inspiegabili le tue manifestazioni, o perché (sotto – sotto) preferisci non razionalizzare dei misteri che se da un lato ti fanno paura, dall’altro di affascinano e, quindi, ti confermano come soggetto non comune?

2) A mio avviso non hai nulla da temere dalle manifestazioni che mi hai mostrato.

3) La vita é uno stato di infiniti stati di vita. Si attua per la corrispondenza di forza (spirito) fra tutti e in tutti i suoi stati.

4) Umane o ulteriori che siano, quelle relazioni avvengono fra spiriti affini. Vuoi come identità (se quelle luci lo sono ma non lo credo) vuoi come stati di spirito (forza, potenza, energia, e via similando) se lo sono come credo.

5) Stati di spirito affini o forze, potenze, energie, e via elencando, quindi, corrispondono con dei tuoi analoghi stati dalla paritaria forza: ne sia cosciente o meno chi ne attesta l’esistenza. Tu l’attesti, come un contadino, che trovandosi in mezzo al  campo) si ritrova investito dal passaggio di una schiera di cavallette. Mica l’ha voluto, ovviamente, ma siccome è in mezzo al capo (o in mezzo al cammin… direbbe Dante) volere o volare ne subisce le conseguenze.

6) Ora, tu sei il contadino (medium passivo nei casi che mi hai mostrato) che in mezzo al tuo campo (età + proprietà composta da vari generi di valori) si ritrova investito da elementari stati di vita che, chissà come mai, dici animali, e che io dico cavallette giusto perché in alcuni casi vedi in sciami quelle luci, e che come per le cavallette non sappiamo fermarle.

7) Ho notato che vicino a fonti di energie si ragguppano come falene attorno a una lampada. Ricordo il lampione in una foto. Perché vicino anche a te? Perché (vuoi come medium o vuoi come natura) tu sei un “lampione” che emette energia. Tutti ne emettiamo. Il che fa pensare che siano presso tutti anche se solo te le vedi: almeno a quanto ci risulta. Se vera l’ipotesi, ciò significa che siamo il loro cibo? Nulla esclude, però, che siano anche il nostro. Chiederci quanta e di che genere sia quel genere di realtà é assolutamente inutile.

8) Non sempre c’é n’è uno sciame attorno a te. Potrebbe dipendere dal fatto che tu sei un cibo per poche di loro, oppure, che non sei abbastanza cibo per tante, visto anche che il tuo minor momento potrebbe generare minor energia, e quindi, essere di minor cibo. Vicino alla luce del lampione invece, sono di maggior e costante presenza, appunto perché il calore del lampione (e/o la luce) è costante.

9) Perché volano ed hanno i cambi di rotta che hai notato? A mio avviso non volano. Se ne vanno, invece, fra fonte e fonte, come da un punto e un altro di un bosco se ne va una foglia mossa dal vento, non, perché ha capacità di volo. Al più, ma non volente, scivola nell’aria che la porta, e che al caso, gli fa anche fare quei repentini cambi di rotta. Analoga cosa succede anche alle manifestazioni che subisci. potrebbe esserci anche un’altra ipotesi. Si spostano in ragione di una potenza attrattiva derivata da una forza gravitazionale. “Volano” quindi, perché agite da quella forza. Dove é maggiore si dirigono. Dove diventa minore perché attratte da una maggior forza si allontanano da una e si avvicinano all’altra. Non credo di dirti nulla di nuovo. Usano quel “motore” anche nei voli spaziali.

10) Dicevo che si corrisponde solo fra spiriti affini. In effetti noi non sappiamo quale sia il nostro vero stato di spirito, quindi, neanche sappiamo con chi effettivamente corrispondiamo: vuoi per natura, vuoi per cultura, vuoi per vitalità e/o vita. Lo sappiamo solo perché agiamo secondo convenzioni.

11) Se vera l’ipotesi, come mai quelle energie di vita sì, ma non di compiuta identità possono rivelarsi a te? Direi perché a tua volta sei una frammentata massa di energia. Ciò che frammenta la tua massa ti é noto. Vista la tua frammentazione (andando a naso l’ho detta scissione) e vista la corrispondenza con un oltre che ne é conseguita. potrebbero essere quelle energie, dei frammenti di un corpo? E se invece fossero delle “cellule” del maggior corpo che è la vita oltre noi come invisibili dentro noi perché cellule delle cellule?

12) Da quello che mi hai detto quelle cellule ti spaventano perché si avvicinano a te, non perché entrano dentro te. Caso sia, la tua paura é motivata dall’ignoranza sul caso, non dal caso. Sto pensando che se avessero voluto farti un qualsiasi male l’avrebbero già fatto, ergo, non vedrei motivi di ulteriore paura. Vedo paura, piuttosto, nel pensarle concausa della tua odierna situazione fisica, ma solo se dopo le loro manifestazioni presso di te ti ritrovassi  variamente indebolito. Ma anche lì ci sono pro e contro. Ti ci potresti trovare (indebolito) anche perché le incognite sul caso sono inevitabilmente stressanti, e anche perché non tutte le cure (ammesso che loro lo siano) danno immediata energia.

13)  Come venir fuori da quell’inconoscibile impiccio? Tempo prima di mancarmi l’Amato mi chiese: quando mangio, mentre curo il mio bene, non curo anche il mio male? Prendendo esempio dai girasoli gli ho risposto: dipende da dove ti volgi. Se verso il bene curi il bene, se verso il male curi il male. Applicando a te la risposta, venirne fuori dipende da dove ti volgi: verso la tua realtà, o verso l’irrealtà? Risposta terza esiste solamente come ondivaga scelta da medium meravigliato dal caso, ma anche da medium sottomesso al caso.