Constatando che la nostra vita è fatta a scale

Culturalmente parlando, ho “potuto” avvicinarmi all’Alto (lo Spirito) perché ho “conosciuto” un Basso: uno spirito. E’ come, se la conoscenza del portiere di un immenso palazzo nobiliare, mi avesse permesso di conoscere e di relazionarmi con il nobile proprietario. La conoscenza di quel Principe ha sconvolto la condizione del mio stato, al punto da divellere ogni precedente certezza: vissuta, tra l’altro. solo come memorie. Per riprendermi dalla rivelazione ho impiegato (con graduali risultati) non meno di un trentennio. Per poterle gestirle con sufficiente equilibrio, però, sento e so di non avere ancora finito. Ne tenga conto il Lettore indotto a pensarmi fuori di testa già dopo aver annusato due righe del tutto. Essere dentro e fuori di testa significa possedere le chiavi della cella dove siamo stati messi dal Principato e dalla Religione. Principato e Religione possono farci prigionieri, appunto perché ci hanno tolto le chiavi che nel Vero liberano la normalità dell’Essere. Normalità è uno stato di piena coscienza circa il nostro stato. La Cittadinanza, deve essere una condizione parallela, non, sovvraposta.