Dalla Cesira in medium

Caro Graziano: numerosa, la compagnia che mi hai presentato. Stavo per dirti anche bella, ma mi sono fermata. Mi sono fermata, perché nessuno dei tuoi conoscenti, (neanche gli amici che hai detto senza virgolette! ) m’ha detto: piacere, Cesira. Sono un amico di Vitaliano! Da dove mi trovo, la cose che sono riuscita a capire non sono poche, ma questa, proprio no! Ciao, tesoro! E, ricordate: “quando te ve’ a casa de qualcuno, porta sempre un cabarè de paste!”

To’ mama!

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No, Cesira non ha mai scritto questa lettera. Nei pochi contatti non rammento messaggi di nota: li ricorderei Spinto da una forte emozione l’ho scritta io: forse, perché avrei desiderato riceverla. Sapevo che era Cesira perché, sino dalla prima volta, si firmava disegnando il gatto che teneva in braccio quando l’ho fotografata.

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Nella firma stava seduto sul sedere. La coda leggermente ondulata finiva a manico di ombrello. Il disegno del gatto aveva sempre la stessa posizione e sempre la stessa misura. Non c’era ombra di differenza: erano tutti eguali! Non credo ci sia nessuno che possa riuscirci. Non ho nessuna delle testimonianze di Cesira come anche in nessun altro caso. Le ha l’amico mediun: ammesso che le abbia ancora. Io conservo quella del segno culturale.