Dove Ulisse interrompe

Non mi é chiaro perché mi sono impantanato su questo discorso. Tantopiù, perché la mia cultura é di tutto fuorché fondata sui dovuti testi. Cosa fatta capo avrà.

arosadue

In altri tempi le figure dell’Uomo e della Donna non erano sessualmente fluide perché contenute e giustificate dal ruolo sociale_religioso_sociale. Nei tempi presenti, invece, la forma di quelle figure si è mosaicata. Assieme alla forma culturale, anche la loro sessualità. Sono sempre state così, (quelle Figure) o sono state rese così? Nel caso fossero state rese così, la frammentazione in tessere dei rispettivi disegni é un disordine, o é via di ricerca dell’originale ordine? Il Principato e la Religione dicono disordine. L’Umanità dice rinnovato ordine. Ritrovare la forma originale della rispettiva sessualità, implica (tanto quanto un soggetto si pone alla ricerca di sé) di dover passare fra prove. Molte vengono vissute, molte vengono tentate, molte inibite

Conoscenza insegna che i tempi di raggiungimenti dell’orgasmo (sia nel maschile che nel femminile) non sono gli stessi. Il divario è supplito da tecniche. Dove c’è sentimento amoroso, una mancata qualità del piacere sessuale non è rilevante al punto da separare le parti. Dove non c’è bastante sentimento, una mancante qualità del piacere sessuale può farle separare. Mi sono chiesto: come mai i tempi del piacere che porta all’orgasmo (rapidi quelli del maschio e lenti quelli della femmina) non sono gli stessi’ Non sono in grado di sapere quando sia accaduta la separazione dei tempi, o se sia sempre stato così. Sappiamo solo che quello che sente la Natura forma la Cultura, come quello che sa la Cultura forma la Natura. Ipotizzo, quindi, una principiante ipotesi. Fra infinite interpretazioni, penso sia accaduto (in origine) perché il maschio, dedito alla difesa e alla conservazione della proprietà (qualunque sia stata la necessità di difesa) nei tempi lunghi si sarebbe trovato più lungamente esposto ai pericoli. Pur esposta da stesse cause, la femmina si è trovata, però, difesa dal maschio che voleva difendere la riuscita del suo desiderio. Difesa breve, tuttavia, perché necessariamente breve (nel maschio) l’ottenimento del desiderio. Dove non bastanti i tempi della difesa del maschio, la donna ha dovuto provvedere da sé. Dalla difesa di sé, non poteva escludere la difesa della vita in sè. Da questo amalgama di motivi, l’elevazione al culturale del principio naturale della Donna. Dallo stesso amalgama sono conseguiti anche i principi sociali “antichi” come anche i “moderni”.

Indipendentemente da come siano andate le cose, l’Odissea ci racconta che dove la vita di Ulisse interrompe il piacere sessuale (sessuale che diventa di vita) comunque continua a conservarlo quello di Penelope per la speranza di poter riprendere quanto interrotto. Nell’odierna odissea, la vita é ancora un libro, oppure é diventata un insieme di odissee fra libri? Se un insieme di odissee fra libri, si può anche pensare che dove una parte interrompe un desiderio, l’altra, non necessariamente si sente tenuta a riprenderlo dallo stesso principiante soggetto. Non era così, o é sempre stato così?