E intanto il tempo se ne va

cantavano ieri sera al Flexo di Padova

arosadue

Consenzientemente traviato da un amico, l’ho accompagnato, ieri sera al Flexo di Padova. Il Flexo è un cruising bar con dark room. I non interessati alle godurie gay, si accontentino di capire l’inglese! Il locale non è male. Ha qualche pretesa architettonica. Anche riuscita, direi, e comunque sia, ho visto ben di peggio. Qualche giovane a parte, è frequentato da età adulta. Come succede già da mo’, gli amici che accompagno vanno a cercare il romeo e/o la giulietta dell’occasione. Non trovandolo/la, si rompono le palle. Io, invece che vado cercando vita, la trovo sempre, così, me le conservo integre.  Qualche giorno fa, non mi ricordo più da chi, ho letto che solo un grande dolore può buttarti fuori dalle coazioni a ripetere. E quello ho avuto. Ci imprigioniamo nelle coazioni a ripetere, tanto quanto viene frustrata l’idea che muove la nostra ricerca. Con altre parole, tanto quanto non accettiamo (e/o riconosciamo) le verità denunciate dai riscontri che riceviamo. Perché non cerco sesso, in un esplicito locale da sesso? Perché mi sento come chi è appena uscito di galera. Ci ritornerò? Non so. Ci vorrà un atto d’amore.

Dicembre 2007