Caro Ugo: entrando in cucina…

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Caro Ugo: entrando in cucina ho ritrovato il disordine che avevo lasciato quando sono andato a letto. Ancora una volta mi sono chiesto (come te lo chiedi tu) come mai non riesco più a pulire la casa! Oggi, finalmente mi sono risposto: non ci riesco più, perché sono giunto a capire che degli identitari decori culturali e sociali (sovrastrutture che abbiamo anche patito in quanto soggetti variamente a margine) non c’é ne può fregar di meno! Solo ci resta la cura di noi stessi, ma anche questa sempre meno importante, come è sempre meno importante la risalita a chi (dalla fine del suo pozzo) gli basta la vista della luce in alto (o della luce in Alto) per sentirsi fuori. Questo significa che ci stiamo sentendo fuori dalla vita, e che quindi, stiamo vivendo una forma rassegnatamente suicidaria? Per chi crede solo in questa vita, direi di si. Per chi crede in un altra vita, direi di no. Indipendentemente dalle basi culturali, per chi crede in un’altra, tutto è vita. Anche dove, qui, ci sta mancando, come pure anche dove, qui, gli stiamo formalmente mancando. Mi stai dicendo che non esiste nessun’altra vita? Va bé! Vorrà dire che non saprò mai di essermi sbagliato.