Rien ne va plus!

Mi rifiuto di credere che ci sia un Giudizio Universale. Ne ho già scritto ma la questione mi è giunta nei pensieri anche adesso, ergo, la devo riprendere. La riprenderò dal male umano e dal Male come principio di ogni male. Temo di non aver semplificato abbastanza questi discorsi. Li riprenderò a più razionale emozione.

A livello umano, il male è dolore naturale e spirituale da errore culturale. A maggior dolore, maggior errore che porta al maggior male. Visto il rapporto di eguaglianza che c’è fra un’immagine e ciò che gli somiglia, se così è in Basso, così non può non essere in Alto.

Comunque lo si immagini e lo si nomini, in quanto primo e quindi sovrano, il Principio della vita è lo stato assoluto della vita. Essendo al di fuori di ogni nostra immaginazione, è anche al di fuori di ogni possibile Alto che si possa immaginare. Per Alto, quindi, non immagino il Principio, bensì (e solamente) il massimo vertice della nostra capacità di pensiero.

Può un Alto inconoscibilmente assoluto, giudicare un Basso? Secondo fede, gli permettiamo di tutto, ma secondo ragione non può permettersi quello che gli permettiamo pensando DIO come massimo IO. E’ vero: sto facendo anch’io lo stesso errore, tuttavia, io non sto affermando vero quello che immagino. Al più, che lo sto pensando veramente. Non è mica la stessa cosa!

Mettiamo che un professore di matematica debba valutare la soluzione del problema che porgo al suo giudizio. In virtù del titolo di professore, certamente ne accetterò il responso. Lo farò con gioia (l’amor proprio ne dubita) o con rassegnazione?

Ora, se ammettiamo che il Principio (l’Uno) sia la massima Immagine dell’Amore data la massima Comunione raggiunta dai suoi stati, possiamo anche ammettere che possa avvilire (sia pure suo malgrado) una sua creatura?  Pur con tutte le possibili ragioni, non c’è lo vedo proprio lo stesso!

C’è modo, per il Principio, di uscire dall’impiccio di dover giudicare ma (per l’implicito che è in ogni giudizio) senza umiliare un amore di sé? Secondo me, si! Come? Permettendo ad ogni anima in giudizio, il compito di giudicarsi da sé. Come? Rendendosi specchio dell’immagine che si specchia. Gli specchi non giudicano: solo mostrano, a chi si specchia,  la differenza di vita fra Somiglianza ed Immagine. Quanto di emotivo consegue nella vita che si specchia, quindi, non potrà essere addebitato allo Specchio.

Un Giudizio universale prevede che dopo non ve ne siano altri. Se non ve ne sono altri, diventerà necessariamente a termine anche il compito del Giudice? Vuoi la sua come quella originata, può un Assoluto, originare una creazione a termine? Secondo me, no: un Assoluto può originare solo quello che è: un Assoluto. Se ammettiamo che il Principio della vita sia un Assoluto, necessariamente ne consegue assoluta anche l’immagine a sua somiglianza.

La vita a somiglianza dell’Immagine è una trinità composta da infiniti stati di vita. In ragione di quanto vive gli assoluti principi del Principio (il Bene per la Natura e il Vero per la Cultura in ragione del Giusto dato dallo Spirito) la sua trinità tende all’unità. Tanto è senza fine la vita del Principio e tanto non può non essere senza fine la vita a sua Immagine. Se così non fosse, cadrebbe ogni relazione di uguaglianza fra Immagine e Somiglianza. Se, al principio, la vita è l’assoluta immagine del Principio, e se il Principio, in quanto Assoluto non può essere a termine, neanche è a termine, quindi, quanto ha originato.

Se la vita non è a termine perché non lo è il Principio, come si può pensare ad un Giudizio Universale che, direi necessariamente, pone convenzionale separazione (un prima e un dopo)  nell’Inseparabile vita che (in Alto come in Basso) in Assoluto è, nei principi, assolutamente inscindibile?

E’ certamente vero: il Giudizio Universale pone separazione, solamente fra anime ex umane. Ammessa quella possibilità del Principio, che farà ancora (il Creatore) dopo aver diviso i buoni dai cattivi che ha chiamato a sé? Ricomincerà daccapo originando altri buoni che poi, magari, diventeranno altri cattivi, rendendo così necessario un altro Giudizio Universale? No, perché essendo un Assoluto non può originare nessun’altra altra origine se non ammettendo una possibilità di fine fra Origine e origine e, quindi, anche in sé. Ne consegue, che, non essendo possibile una fine, neanche è possibile un Giudizio che porrebbe una fine.

In questi fideistici frangenti, a noi poveri cristi, cosa resta da fare? Innanzi tutto, smetterla di porre la nostra fede sugli spauracchi che, da secoli, le religioni hanno solo immaginato ma spacciate per Verità! E’ certamente vero: anche il mio pensiero sul Principio si basa sulle mie verità. Non sono il primo che ci prova e non sarò neanche l’ultimo. A mio vedere, l’ultimo, vive in questo principio:

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ilprincipio

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RIEN NE VA PLUS!