I pacchi del Volontariato

Questa mattina sono andato al gruppo vincenziano. Ho coadiuvato il volontario addetto alla distribuzione dei pacchi di alimentari. Si danno a chi ha famiglia. A chi non ha famiglia, invece, il pacco almentare viene sostituito dal pasto alla mensa. Capita che vi siano singoli che si presentano anche alla distribuzione dei pacchi. Come fermare i furbi? Cercando di conoscerli. Allo scopo, sono andato ad assistere al servizio di mensa. Il vincenziano non può aiutare più di settanta persone. Entrano uomini e donne. Cittadini dell’Est. Srylanka. Nordafricani. Si siedono ai tavoli. Aspettano la distribuzione del cibo. Se il senso dell’umiliazione che li accompagna avesse anche una pur minima valutazione bancaria, potrebbero vivere di rendita. Arriva un sacerdote. Sulla mia età. Giovialone. Sereno, direi, o forse, attore. Li invita a pregare. Mi sono allontanato. Mi sono rivisto nel collegio di orfano. Stessa l’umiliazione. Stessa la fame. Stesse preghiere che non finivano mai. Non me ne voglia il Cielo, ma io avevo fame di cibo, non, fame di Dio. Avevo una fame della madonna. Penso così, caro il mio Renato, di aver cominciato a farmi conoscere anche al Gruppo. Naturalmente (e te pareva!) non ho potuto non dire quello che penso. Il sacerdote me ne ha dato l’occasione. Li ho fatti pregare, mi dice, ma senti cosa m è capitato. Un mussulmano (assieme ai suoi compagni) m’ha chiesto se poteva pregare secondo il suo credo. Certo, gli dico: e si sono messi ad urlare un qualcosa. Tempo dopo, continua il sacerdote, quel mussulmano ha chiesto conferma a suo padre: iman nel paese di provenienza della persona in questione. Il padre gli dice che non può continuare così, perché i mussulmani non possono pregare con i cristiani; e si fa una sommessa risatina (il prete) intendendo, con quella, sottolineare “l’assurdo” che lui invece permetteva. Caro padre, gli dico, io credo solamente nella preghiera viva: azione di bene verso la vita: persona o il Tutto che sia. Far pregare nelle condizioni di dipendenza, invece, diventa la marchetta che si chiede al povero di pagare per poter mangiare: lo trovo cristianamente rivoltante.

Novenbre 2009