Identità@Umanità

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1) Omosessualità: non malattia, ma identità di una sessualità. Questo, se lasciata vivere.

2) Se non lasciata vivere, diventa malattia, come malattia diventa l’Eterosessualità, quando non riesce ad esprimere compiutamente sé stessa.

3) Per esprimere il suo potere (non solo politico), lo Stato sociale ha bisogno di cittadini, omogenei per stessi valori e pensieri.

4) In quanto sessualmente non omogeneo, il cittadino Omosessuale non è normale tanto quanto non omogeneo: tanto quanto perché ogni affermazione di assoluto (normale o non normale) è fuori dalla nostra realtà. E’ omogeneo, invece, tanto quanto vive le norme sociali (morali e legali) comuni in ogni genere di identità.

5) Neanche, è “normale”, una qualsiasi forma di devianza dall’Omogeneità imposta dalle necessità dello Stato.

6) Allo Stato necessita un Regolatore morale con funzione di Arbitro e di Giudice.

7) Tale compito è svolto dalla sua legge, con il concorso – soccorso dell’Istituzione Ecclesiastica.

8) Tale concorso – soccorso li fa “strani compagni di letto”. “Non per amore, solo per amore”, ci finiscono, infatti, ma per un implicito (quando non esplicito), scambio di voti. Tale fatto, scambia l’amore per la vita in tutte le sue manifestazioni, (amore che dovrebbe essere libera donazione sia dello Stato che della Chiesa), in una reciproca prostituzione fra Poteri.

9) I Pacs, in quanto rapporti fra non Omogenei, sono visti come possibilità eversiva. Della serie: si sa come cominciano, ma non si sa dove finscono. Sono eversivi, non tanto di per sé stessi, ma come esempio di una “libertà”, non omogeneizzabile. O, meglio non omogeneizzabile, per il presente momento storico – politico – religioso.

10) E’ necessario, pertanto, creare il momento storico – politico che accolga l’istanza Pacs, ma in modo che il prezzo della novità storica, non abbia a pesare sui più indifesi. A tal proposito, abbiamo ricordato i martiri del divorzio: i figli. Figli martirizzati dai dissidi fra i Coniugi, e dai dissidi da mancata accoglienza, presso il loro mondo: compagnie, scuola, ecc, ecc. E, arriviamo, all’adozione. Ne abbiamo già parlato, se ricordi. Avevamo convenuto sul fatto, che il principio, di per sé, è di legittima richiesta, ma, ambedue, abbiamo convenuto, che la richiesta deve procedere con giudizio, perché se è vero che sulla carta tutto è bello e buono, nella realtà, invece, quasi mai è così. Per quanto mi riguarda, per tutti i miei Amori, oltre che amante, sono stato Padre, Madre, Fratello, Sorella, e mettici pure tutte le figure parentali che credi: ci stanno.  Tutti i miei “figli”, però, erano maggiorenni: almeno anagraficamente. Laddove culturalmente minorenni, ho provveduto ad elevare il loro stato, dando informazioni, maggiori per la loro conoscenza, e maggiorabili, per loro intelligenza. Trattandosi di minori, sia anagraficamente che culturalmente, però, come agire in un mondo che non prevede, simili paternità e/o maternità putative? La risposta non può che essere: amandoli e rispettandoli! Ma, il mondo circostante il loro, che pur tollerando non ama la non Omogeneità sessuale e le rispettive Figure, saprà amare e rispettare, i figli di quelle figure, e le loro scelte d’amore e d’amare? Ecco! Il punto non è il Pacs per Omosessuali! Il punto è questo!