Caro Gigio: mentre stavo facendo colazione…

Caro Gigio: mentre stavo facendo colazione nel mio giardino, sei capitato fra le mie emozioni Quando mi capitano queste visite, so che devo scrivere a chi e/o a cosa mi visita. Mi sono detto: adesso leggo il giornale e poi lo faccio. Non ci sono mai riuscito una volta! Prima, devo scrivere! Inizierò con il raccontarti una “visita” di ieri sera, o meglio, di questa mattina dal momento che erano le quattro passate. Vedo arrivarmi incontro una figura. La riconosco. E’ un “tossico”. In Aids conclamata. Ha il viso pieno di ferite. Sarà stato picchiato. Avrà truffato qualche dose ad uno spaccia. Credo stia ancora in piedi, solo per il Metadone che prende, o forse, anche per qualche pera che ancora si fa. Pensa alla potenza di quelle due chimiche! Riescono a fermare, persino il proseguo della sindrome Aids. La persona in quelle situazioni, non muore delle malattie che compongono la sindrome: muore, per generale crollo. Ti dirò, (anche con un po’ di vergogna) che avevo fatto finta di non vederlo. Tutt’ora, non mi è facile reggere quel genere di vista. L’Amato, è finito allo stesso modo, sia pure in ben diverso modo: da amato! Questi, invece, non ha più nulla e nessuno. Così, stavo per tirare diritto. Mi chiama. Mi fermo. Mi sento un po’ merda quando gli sorrido: sono falso. So bene che è lui che mi costringe ad esserlo, tuttavia, questo non cambia il fatto. Inizia la solita tiritera sul lavoro che manca ( non ha forza, neanche per spostare una farfalla da qui a lì ) sulla casa che non c’è, ecc. ecc. Del lavoro non si è mai preoccupato! E, della casa, solo come non indispensabile necessità. Capisco che vuol farsi commiserare a scopo di accattonaggio. Perdo la pazienza, e vado giù di piatto: “Mio caro! Tu hai bisogno di un ricovero. Se rifiuti questa possibilità, perché preferisci la libertà di “farti”, allora, prima o poi ti raccoglieranno da qualche parte! Non vedo, altre banane!” Sa, che è così! Annuisce. Mi chiede una sigaretta. Ne ha un’altra posata sull’orecchio! Gliela do. Ci lasciamo. Cosa intendo farti capire con questa storia? Che dopo averti scritto questa lettera, usando i toni della franchezza che ho usato con quel Tossico mi sentirò una merda, ma lo devo! Ho avuto modo di dirti, che non leggo i tuoi post perché li urli! Mi hai detto: carattere! Vero! Ma cosa motiva quel carattere? L’urlo, Gigio, è voce del dolore, ed è anche, auto incoraggiamento nei casi di battaglia. Comunque tu lo veda, in ambo i casi è sintomo di una aprioristica e riconosciuta possibilità di debolezza. Mi domando, se non sia anche per questo, che non sopporto l’urlo negli uomini! Per me, gli uomini non urlano! Al più, sono “i miei uomini” che urlano. So già, però, che sono dei vinti. Ed è anche perché l’urlo è curativo, che li lascio urlare. Per me, gli uomini, parlano. Certamente si accalorano, (e ci mancherebbe) ma non urlano, se non appunto, perché in molti modi feriti. Ferito, il Gigio? Il Gigio ha moglie, figli, interessi. Sì, ci sarà anche qualche battostina da qualche sacramento, ma non vedo ferite da urlo. Ferite da urlo, le vedo solo nella tua ideologia politica. Segno di forza? Per quanto sostengo, segno di debolezza! E, la tua debolezza la si legge benissimo, Gigio! La si legge, ogni volta l’urlo esclamativo, è inarticolante al punto, da non rendere articolato il concetto! Hai avuto modo di dirmi, che sei più pericoloso quando taci. Concorderei, ma aprendo una “finestra” sul discorso. Per come la sento io, non vi è dubbio che diventi più pericoloso come forza fisicamente avversa, ma come forza culturalmente avversa, non direi proprio. Non spaventeresti neanche me, che politicamente parlando sono ancora in età da pannolino, e che molto probabilmente, ci resterò anche sino all’età da pannolone! Più di una volta, leggendoti, mi sono detto: ma non è possibile che il Gigio sia così! Ti ho anche pensato come una figura “d’arte”: di quelle cioè, che usano la paglia della violenza verbale, per cavare dal buco, dei ragni socialmente velenosi! Ma se non sei quel genere di figura d’arte, permettimi di dirti che la tua parte personalmente politica, non fa nessun favore alla tua parte socialmente politica. Anzi! Recentemente, il Mauro ha ammesso una mia intuizione su di lui. Gli avevo detto, che in fondo in fondo, è una personalità di Destra, e che in questo senso, fatte salve le soggettive manifestazioni del personale pensiero, aveva con te dei punti in comune. Il Mauro è personalità di Destra, non certo per significati storici propri della Destra che è stata (significati che, a mio avviso avvelenano ancora l’oggi di Destra, ma lo stesso si può dire anche di qualche aspetto della Sinistra ) ma perché, di prevalenza, psicologicamente conservatore. A differenza di te, però, il Mauro, giunge anche a concordare con altri pensieri. Lo spingerlo per altre strade potrà anche essere una faticaccia, ma lo fa. Lo stesso potrei dire di Ewan. Tu, invece, sei come un elastico. Certamente sei capace di allungarti verso un altro pensiero, ma, appena quel dato pensiero ti molla, torni al punto di partenza. E, questo, è anche giusto, purché, almeno un qualcosina ci rimanga dentro, del pensiero condiviso prima del ritorno al tuo punto di partenza. Dalla lettura dei tuoi post, questo qualcosina non si sente. Il che, potrebbe anche rivelare un’autodifesa delle proprie posizioni. Sentire l’altra parte, però, (anche quando non la si capisce ) in qualche modo permette di abbassare i toni del confronto, perché, direi intimamente, si capisce che anche le nostre verità, hanno dello spurio. Tu, a parole lo ammetti, ma l’urlo, rivela che tendi a negare quello che non puoi non ammettere. Tornando a prima, l’urlo non è un segno di potenza: di nessun genere di potenza.

Ottobre 2007