Le possessioni “sataniche”

sono favorite da castranti realtà

Difficile capire se una mente è invasa da un’altra forza, o se (stabilmente o no) per un’insieme di cause si è scissa in due conflittuali forze. Comunque stiano le cose, dove non risolve la psichiatria ci prova l’esorcista. Attraverso il rito, (comunque attuato) l’esorcista usa le emozioni che la sua azione procura per chiudere la porta della coscienza dell’invasato alla parte inconscia della mente. Tanto più la forza emozionale dell’esorcista è maggiore della forza invasiva, e tanto più riesce a far emergere, riportandola a coscienza, l’identità originale: originale, almeno per quanto mostrava di essere prima della crisi. Cosa permette la possessione? Principalmente, direi, la volontà di celarsi in altro “mondo” e/o “realtà”; volontà che, a mio vedere, è estrema difesa da estremo rifiuto dai condizionamenti imposti da norme religiose. Non risulta (o quanto meno non risulta a me) che vi sia possessiva invasione di forza su forza (o di spirito su spirito) motivata da dissidi verso delle imposte norme sociali. Al più risultano alla psichiatria. Non per ultima importanza, l’invasione può esser mossa dai sensi di colpa che il “fuorviante” prova per essere e/o sentirsi estraneo alle suddette norme. Per questa ipotesi, un’invasione potrebbe essere l’inconsapevole recita che rivela il rifiuto di diventare quello che si vuol far diventare un dato vivente. Della possessione si può anche dire, quindi, che è una estrema richiesta di liberazione, ma da quale genere di forza (o spirito) assoggettante? Una divisoria che si origina nella mente del dato influito e/o posseduto (e per questo, diabolicamente terrena) oppure, appartenente ad un inverificabile oltre? Momentanea e/o fallace, l’esorcizzante risposta, se non libera la mente del posseduto dalle cause umane e/o sociali, e/o religiose, che l’hanno ridotto in quell’angolo.