Crocifisso e crocifissioni

Cortese signore: mi hanno lasciato perplesso i toni, ma non per questo non ho condiviso alcune sue prese di posizione sulla questione del Crocifisso. Avrei voluto dirglielo già allora, ma solo in questi giorni ho saputo, per caso, il suo recapito.

A mio vedere, la Croce senza il Crocifisso è il pedagogico memento che simbolizza il peso della Natura (corpo della vita comunque raffigurata), sulla forza (Spirito della vita comunque agita) della nostra Cultura: pensiero della vita comunque concepito. Non c’è Natura, Spirito, o Cultura che sia esente da cadute sotto i pesi che ci addossano e/o ci addossiamo. Della Croce, pertanto, direi che è l’universale memento, (e monumento), che commemora e riguarda tutti i caduti a causa della propria umanità. Ricorda la caducità umana, inoltre, anche a quelli che credono di possedere la facoltà, (vuoi in nome di un IO, vuoi in nome di Dio) di mettere in croce la vita altrui. Per questo senso, è monito che segnala l’errore all’affamato di qualsiasi genere di ambizione, ed è l’avvertimento che riconduce ogni esaltata umanità, al comune piano ed al comune valore. La Croce con il Crocifisso, invece, a quanto sopra sostengo aggiunge una particolare identità e storia. Se ho capito bene, la sua religione sostiene che il Crocefisso è un falso storico. Non ho basi per smentire e né per affermare: e neanche ci provo. Porre affermazioni in fatti e discorsi originati in lontani contesti storici e culturali, infatti, può sconvolgere il proprio quanto l’altrui pensiero; può procurare dei dissidi così gravi da addolorare per epoche  anche le future generazioni. Si può scegliere di porre pace, però, tanto quanto la nostra parola accetta di lasciare l’ultima, alla Vita. Nell’accettare di lasciar alla Vita l’ultima parola, e nel gesto dell’amore e dell’amicizia che è “nel porgere l’altra guancia”, vedo concordanti, (nello spirito della vita personale come in quello delle genti), le finalità pacificatrici del Profeta e del Cristo. Nell’augurarmi per queste opinioni di non risultarle uno strano cristiano, e nel confermarle che se vedo la paglia nell’occhio islamico, non per questo non vedo la trave in quello cattolico, la saluto.