Non ho mai visto uno spirito

Figuriamoci lo Spirito!

Lo Spirito della vita non è una identità: è una potenza. In ragione del loro stato di spirito, anche gli spiriti sono potenze. Della potenza, però, conservano l’identità che sono stati, tanto quanto corrispondono con questo stato della vita. Corrispondono con questo stato della vita, tanto quanto subiscono un desiderio non rassegnato della vita e della vitalità che sono stati. La vita ulteriore si libera da quel desidero, tanto quanto sanno (possono e/o vogliono) elevarsi al principio della vita: lo Spirito. Cominciar a elevarsi dal desiderio di questo piano della vita già nella nostra, certamente aiuta. Di ogni persona sappiamo la parte identitaria più nota, ma nulla sappiamo su quello che è diventata per la parte non nota. Sostenere quello che ora sono, (ad esempio, santi o beati) si basa solo sul desiderio della chiesa di aver santi o di beati, e/o di poter sostenere che il suo magistero origina santi e beati oltre che servi. Ben vengano i Servi: la vita ne ha bisogno. Ben vengano anche i beati e santi visto che la chiesa ci tiene. Ben vengano tutti se proprio si vuole, però, solo se usati come fonte spirituale del magistero del vero che è nel bene! Di negativa spiritualità, il magistero che strumentalizza quegli spiriti per lo scopo di assoggettare il nostro spirito! L’intento “non sarà perdonato”. Mi venga un accidenti se mi ricordo chi l’ha detto!

Doverosa precisazione: solo dopo aver scritto questo pensiero (è di qualche tempo fa) mi sono reso conto di non esser stato preciso. Sono preciso dove sostengo di non aver mai visto nessuna apparizione spiritica. Non preciso quanto sostengo perché, a livello di visione mentale ne ho visti a josa. Pochi i riconosciuti. Molti gli sconosciuti. Mi apparivano (come fosse una schermata) all’interno della fonte. Pochi mi guardavano. I più, guardavano oltre me: verso destra. Delle tante, solo una mi disorientò. Diversamente dalla altre che provenivano dalla mia sinistra, questa mi apparve proveniente dal basso. Potente e di per sé prepotente l’identità di quella potenza. Mi guardò (dritto negli occhi) come se avesse avuto il bisogno di guardarmi e/o di farsi guardare. Non lo riconobbi subito perché di un’impronta virile ben diversa da quella sottomessa all’ecclesiastica sottana. Come venne dal basso, verso il basso se ne andò. Se per basso intendiamo inferi e/o derivati, proprio non mi parve proveniente da quei luoghi l’ex don Luigi. Nel suo volto, infatti, non vidi traccia di sofferenza da colpa: vidi solo certezza e raggiunta accettazione: quella di chi, ancora è, quello che è.