Verona – Via XX Settembre

Via XX Settembre. Dovrebbero chiamarla via delle Nazioni. Ci sono, pressoché tutte le africane, e diverse Indiane e dell’Est. Gli abitanti di quella strada, sono disordinatissimi, coloratissimi, vocianti. Sono, fòra come i balconi: balconi nel senso di luoghi dell’affaccio sulla strada_vita. Sono, degli scamiciati: nel senso di privi di quell’abito che si chiama comune educazione. Sono, degli scoperchiati: nel senso di senza il coperchio delle nostre sovrastrutture; di una naturalità primitiva per quello e per come li vedo agire. Ci vado, quando ho bisogno di ricaricare la batteria delle emozioni. Ne sono affascinato. E’ indubbio che lo sono per le tensioni e tentazioni erotiche che mi comunicano ma anche perché, sia pure di striscio, (e per lo struscio) mi raccontano altre storie, altra vita. Per vedere altra vita, per sentir raccontare altre storie, c’è chi ha fatto il giro del mondo in mongolfiera. Io lo faccio in bicicletta: a Verona.

[Per naturalità primitiva intendo la potenza psichica, che trova la sua ragione nella forza fisica.]