Chiarimenti

Per – stato – intendo la condizione naturale, culturale e spirituale della rispettiva identità. Avendo tre stati, la vita è trinitario_unitaria. E’ assoluta unità fra i suoi stati solo al principio di ogni principio. Nel nostro principio è unitaria in ragione della misura di ricongiungimento fra i suoi stati.

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Possedendo gli stessi stati di principio, necessariamente ne consegue che l’immagine della vita particolare somiglia all’immagine della vita universale. La differenza fra la Particolare e l’Universale è detta dallo stato del rispettivo stato: assoluto al principio e dello stesso Principio. Relativa al nostro stato il nostro principio.

Vita è corrispondenza di stati, non, somma di stati. Al principio, quindi, Il Principio è l’assoluta unità fra i suoi stati. Per questo, è detto l’Uno. L’Uno è l’Immagine della vita. La nostra (all’Immagine somigliante) è, necessariamente, trinitario_unitaria.

Lo stato trinitario della vita è unitario tanto quanto agisce l’equa corrispondenza fra gli stati. Una informazione non corrispondente allo stato (naturale – culturale – spirituale) di una data vita, quindi, scinde il rapporto di forza fra gli stati. Scindendola, mina una Natura e la dissocia dalla sua dalla Cultura. Così facendo si ammala di estraneità. 

Lo Spirito è la forza della vita che ha originato il suo principio: la vita. La vita, quindi (sino dal principio e dello stesso Principio) è continua manifestazione della sua potenza. Lo Spirito del Principio non è tanto né poco: lo Spirito è vita, e il suo spirito (la sua potenza) vitalità. Lo Spirito è la vita della Natura che ne recepisce la forza secondo la sua Cultura. Come un muscolo è l’immagine della sua forza, l’immagine dello Spirito è la vita soprannaturale e naturale di cui è forza. Secondo la conoscenza di ciò che è alla coscienza, come la forza del nostro spirito è tramite di alleanza fra gli stati della nostra vita, (come fra vita e vita), così, la forza dello Spirito, è tramite di alleanza fra la vita umana e quella del Principio della vita. Come per la parola, lo Spirito è l’emozione della vita che dice sé stessa. La percezione dello Spirito è della coscienza che la recepisce come forza. A maggior percezione, maggior forza, maggior coscienza e maggior conoscenza. La conoscenza sullo Spirito è data dal sentire le emozioni della vita: il Tutto dal principio. A maggiorato sentire, maggiorata conoscenza per la maggiorata emozione.

Perché primo Verbo (IO SONO) e prima Parola (VITA) il Principio è il Profeta di sé stesso. Come c’è un solo Principio di nuova parola, così il Principio è sommo Profeta dal principio.

Indipendentemente dal loro stato naturale, culturale e spirituale, sono interpreti del Principio quanti hanno creduto di saperlo in proprio, o al caso, perché ausiliati e/o comunque influiti da inverificabili origini e/o stati. Non per questo non eletti, ma tanto quanto le loro parole non hanno edificato la Parola. A questo proposito, ad ogni credente il suo giudizio. 

Se non altro perché non vi possono essere contenuti culturali e spirituali se prima non vi è il corpo contenitore (la Natura) ammettiamo che della vita maschile e della femminile, il loro primo stato sia il naturale. Come l’acqua prende forma dalla forma del contenitore, così, un contenuto culturale non può essere estraneo allo stato che lo contiene. Ne consegue che la Natura del dato stato è la via che forma la Cultura di quello stato. Dal principio naturale della vita, dunque, si originò il corrispondente principio culturale.

Il principio del bene nella Natura è il sentire. Il principio del bene nella Cultura è il sapere. Lo Spirito è il principio della forza della vita del bene naturale e culturale che si origina dal sentire nel sapere (se il prevalente principio di vita è diretto dalla forza della vita della Natura) o dal sapere nel sentire se il prevalente principio di vita è diretto dalla forza della vita della Cultura.

Vita, è stato di infiniti stati. Si origina dalla corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati. Ciò che è del sapere nel sentire (come nel sentire nel sapere) allora, diventa vita secondo Spirito.

Se non vi fosse integrazione fra i tre stati, la vita avrebbe avuto un solo stato e, dunque, o eterno (ma di eterno vi è solo il Principio) o, per quanto lungo, necessariamente a termine.

Non necessariamente in ordine di tempo ma, necessariamente, secondo l’ordine dato dal convivere fra i suoi stati, la vita, quindi, si evolse (come si evolve) secondo Cultura della Natura: il Corpo. Secondo la Cultura della sua Natura: il pensiero. Secondo le finalità di vita, al perseguimento naturale e culturale seguì la Cultura della vita secondo la sua forza: lo Spirito.

Mi dirà: come fa uno stato della vita ad avere il senso della vita della propria Natura se, essendo stato e, dunque, non ancora vita (secondo forza, Natura che corrisponde con la sua Cultura) non può avere quello della propria Cultura e, dunque, neanche quello del proprio Spirito? Lapalissiano, Padre! Perché qualsiasi stato naturale vi sia stato in origine, avendo lo Spirito che gli è forza ha la vita data dal Principio. Avendo la vita data dal Principio (il cui principio è vita) in ragione dello stato del suo stato, necessariamente, ne ha Cultura.