E’ amore, Vitaliano?

Lui quarantenne. In attesa di divorzio è tornato da mammà. Terminato il lavoro allena una squadra di calcio maschile. Peste ti colga, Vitaliano, se solo osi pensare ad una qualche sensibilizzazione, verso (e/o in basso) a chi si fa la doccia dopo l’allenamento.

Lei, transessuale. Ragionando da maschio, la dico femmina dalla punta dei capelli a quella delle scarpe. Si incontrano ed è tutto un falò, poi, “ho qualche problema, mia moglie ha preso un investigatore, vuole addossarmi la causa di divorzio, sono costretto a non vederti con la frequenza di prima, ti amo; poi, telefonatine e messaggini enigmatico _ romantici. Questo, via, via distanziando, e stringi_stringi, tacendo. Ci resta male, lei, ma reagisce con classe: siamo grandi, que sera sera, “mandami tante rose ma non spinose” e chiude la linea.

Che ne pensi, Vitaliano? Mah, tesoro. I casi sono due, o lui si sta distanziando perché passata la scuffia sta riacquistando la sua vista (e tu, sei un’altra vista) oppure sta provando se la sua semina ha messo radici. Se gli fai capire che ha messo radici, prima o poi non mancherà di chiederti acqua. E, se non mi chiedesse acqua ma neanche si facesse rivedere? Mah! Direi, allora, che sta togliendo le sue radici dal tuo vaso. Ma dai, Vitaliano! Quarantanni e ancora manca il coraggio di sé stessi! Capita mia cara, a quelli che, molto più probabilmente, vogliono navigare su mari senza rive.

Novembre 2007