Sentiamo raggiunta la mediazione fra gli stati

Sentiamo raggiunta la mediazione fra gli stati tanto quanto siamo in pace. La “voce” che conferma la pace nel nostro principio è quella del nostro spirito. Non può essere quella dello Spirito perché lo Spirito (trinitaria parte dell’Assoluto) non può non avere lo stesso stato di vita del Principio.  Uno Spirito assoluto non può operare alcuna variabile del suo stato, quindi, non può dare più o meno spirito, oppure, a questa vita sì e a quella vita no: almeno secondo la logica che espongo.

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Per fede, invece, ognuno pensi ciò che crede. Ogni umanità è via delle verità della sua vita. Non per questo l’umanità non può accostarsi ad altre vie, ma l’umanità non corrispondente ad una data via non deve far deviare dalla propria quella che si è accostata. La volontaria sovrapposizione di spirito su spirito “è un errore che non sarà perdonato.”

Se lo Spirito dell’Assoluto già da un massimo che non può ripetere o quantificare, quale altro Spirito può operare nell’umanità? Se non lo Spirito del Principio, lo spirito attuato dallo Spirito, cioè, il nostro; vuoi di questo stato della vita, vuoi di un ulteriore stato.

Ne tenga conto la fede che millanta crediti o il possesso di “carismatici” doni dello Spirito. Solo gli spiriti di un ulteriore stato di vita possono operare quei “doni” ma gli spiriti sono inverificabili , e quindi, di inverificabile motivazione i “doni”. Gli spiriti sono inverificabili perché il male può fingere il bene molto bene tanto quanto è male. Ne consegue che il male può essere maggiore dove maggiore la rivelazione. E’ rivelazione bassa se uno spirito è ancora prossimo a questo stato della vita. E’ rivelazione alta quella di uno spirito, sì di potente manifestazione, ma non per questo, necessariamente prossimo al Principio.