Nuova politica per le Tossicodipendenze (?)

biblioscuro

Come io sono uomo e fissato l’indiscutibile principio, attraverso il vivere dimostro di che tipo e genere, così, fissati i reciproci principi, sia il gruppo Proibizionista che l’Anti, dovrebbero parimenti dimostrare il loro tipo e genere. Tanto più, che (nevrotica coazione a ripetere?) si continua a trovarci di fronte a delle contrapposizioni ideologiche, manichee se non nelle rispettive coscienze, almeno di fatto. Una contrapposizione che non ha la possibilità di concrete mediazioni perché non vi è (e/o non si vuole?) possibilità di effettivo confronto. Senza effettivo confronto, il Problema Tossicodipendenza non ottiene che la sua divisione in “piazze”: da una parte i Boss e dall’altra i Domine. Legittimerebbe il rifiuto del confronto e della mediazione, se una parte potesse sostenere di sapere veramente ciò che è bene: vero per quanto è giusto per la Personalità che cura. Non è così. Nel mio piccolo operare, infatti, ho constatato (perché vissute anche se non in proprio) non poche miserie in quelli che dicono di operare secondo bene. Sono state dolorose, quelle esperienze, tanto più perché inaspettate. Nel mio piccolo constato (sia pure culturalmente) che non tutto è male in ciò che propone il Gruppo Antiproibizionista. Se non altro il fatto, che pur opponendosi alla Tossicodipendenza come principio, lascia libero il personale giudizio. Allora, a che o a cosa servono (o a chi servono) i fondamentalismi ideologici se drogano d’altro discernimento, un giudizio che, per una effettiva liberazione (e dunque recupero) in primo, non può non essere che individuale? Servono a raggiungere una comune verità? Siccome ogni irrigidimento culturale è rifiuto di apprendere e, dunque vivere il nuovo che sorge dalla con_fusione delle idee, non direi. Servono a metterci nella condizione di servire la Persona? Per primo o di conseguenza? Servono a servire i Poteri che si raggiungono quando (anche nolenti) si è in grado e/o si è messi in grado di condizionare (guidare è ben diversa cosa) la vita altra? Ecco: direi che la nuova pietra che dobbiamo mettere sulla prima (quella dei rispettivi principi) non può non essere fatta che della sostanza che è nelle risposte che mi aspetto all’Incontro. Se non comporremo il nuovo tempo (non abbandonando il vecchio ma rinnovandolo) alla Conferenza di Napoli si ripeterà quello che già conosciamo anche sino ad averne il rifiuto.

All’assessore Raffaele Z.