Bisogna proprio bere il calice sino alla feccia?

Cortesi Assistenti Sociali: ieri ho ricevuto questo pollo arrosto: secco da parer mummificato. Di un un quarto, quella vittima era un mezzo: allego la foto. Non rende l’idea: è troppo bella.

apenna

Con il pollo dei piselli dell’usuale consistenza dei “balini da sciopo” vi direbbero a Padova. Giusto perché non ci sia mancato niente, oggi ho ricevuto un contorno misto: fagiolini e carote. Di provenienza congelata o meno non è il problema. Il problema stava nel fatto che della cottura in acqua, di calda devono averne vista poca e/o per poco tempo da tanto erano “al dente”. Dubito molto che in cucina non sappiano cuocere. C’è di che pensare, invece, che non sempre i cuochi hanno il tempo di farlo come si dovrebbe. In questi tempi si discute sull’inutilità produttiva degli anziani. Non è vero! Sono produttivi, invece, perché sorreggono gli stipendi dei deputati ai servizi! Guaio è, che le spese degli stipendi diventano sempre più onerosi e che per continuare a reggerli occorre far delle economie: magari riducendo (volenti o meno che siano i delegati alle sforbiciature) la qualità di cibi sempre di più nome che dell’effettiva qualità richiesta anche dalle più banali ricette. In altri rilievi mi è stato detto che avevano cambiato il cuoco. Visti i risultati mi domando quale sia stata la precedente attività del cuoco assunto in sostituzione del vecchio. O per via delle ipotizzate economie possono essere assunti solo i cuochi di nome più che di fatto? In ultima ma non per ultimo: una chicca natalizia. Letto il servizio di Natale (implicitamente indirizzato ai senza più nessuno e/o senza alternative) leggo di pennette al pomodoro: pura lussuria! Leggo di una confezione industriale di stracchino: giusto per favorire i tempi preparazione dei cucinieri e quelli di porzionamento dei consegnatari. Infine (e grazie dei fior perché il servizio mi fornisce due secondi) della mortadella: in genere, quattro o forse cinque trasparenti fettine. Ora, che gli anziani debbano rassegnarsi all’abbandono, passi: ci sta già pensando la vita. Non si vede, però, in cosa consista la necessità di umiliarli sino alla depressione! Forse perché (cristianamente parlando) devono bere il calice sino alla feccia? Mi rendo ben conto di aver travalicato l’argomento di vostra competenza. Delle mie tracimazioni mi rimproverava anche l’Assistente di prima. A suo dire, il mio esulava dai protocolli. Grazie al cielo, la vita me ne ha dati altri: un’irrinunciabile facoltà di parola fra questi. Peccato si sia dimenticata dei congiuntivi. Dignità a parte, non si può avere tutto.

pollo