Nel Corano è scritto: Allah ama l’equità.

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L’equità nella giustizia, (simbolizzata dalla bilancia), è detta quando i due piatti sono allo stesso livello. Ovviamente, i due piatti sono allo stesso livello, quando, ciò che contengono, ha, (pur nella diversa sostanza), lo stesso peso, misura, massa, quantità, qualità, genere, ecc. Si può dire, così, che se un piatto contiene Il Bene, l’altro non può non contenere le storie positive e/o negative del bene agito. Se il piatto del bene, (e/o del vero) è in eccesso, chi giudica e/o si giudica alla luce di quel maggior carico, rischia l’esaltazione di sé, e/o di ciò che fa, e/o di ciò che vive, e/o su chi vive. Se pesa in eccesso il piatto del male, (e/o dell’errore), chi giudica e/o si giudica secondo il maggior peso di quel carico, rischia la depressione di sé e/o di ciò che fa, e/o di ciò che vive, e/o su chi vive. Un’equa posizione dei pesi nei due piatti, quindi (posizione da equa valutazione) oltre che giustizia morale e legale, (e medicina mentale ed esistenziale), è giustizia spirituale perché indica come deve essere la condizione dello spirito del giudicante: non da una parte, non dall’altra, ma, (come dicevano i latini), dove sta la virtù, cioè, in mezzo. Notoria esperienza insegna che un peso è agito più facilmente se è bilanciato da un contrappeso. Questa storia del bilanciamento che permette di portare i carichi con minor fatica, (in ciò, rendere lo spirito leggero perché meno gravato),  mi ha ricordato la profezia che dice: “Verrà uno spirito Paraclito”. La disse Cristo e la riportò Giovanni. Paraclito significa mediatore. La ricerca dell’equità dei pesi, è una ricerca mediatrice. Paraclito, quindi, è chi agisce ed insegna ad agire, (cercando ed insegnando a cercare), la mediazione fra contrapposte forze. Ciò che ha detto Cristo, è con altre parole ha confermato il Profeta, può non essere vero?

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