Mi vedo ancora mentre arranco verso un’idea

Mi vedo ancora mentre arranco verso un’idea della quale non avevo alcuna idea! E’ come se avessi dovuto disegnare un cerchio senza assolutamente sapere com’è fatto.

apenna

Oltre che a casa, molte volte sentivo di dover scrivere anche quando non potevo farlo. L’introduzione ai discorsi sullo Spirito e agli annessi e connessi, ad esempio, l’ho pensata (di colpo e quasi completa) mentre stavo al secchiaio delle trattoria dove all’epoca lavoravo. Ridevano e scuotevano la testa i colleghi quando mi vedevano partire in tromba alla ricerca di carta e penna. Avevano capito, però, (e accettato) che in quei casi dovevo scrivere e che niente mi avrebbe fermato. Non m’ha fermato neanche la paura di non ricordare quanto sentivo di dover districare: le accavallate emozioni che mi giungevano. Certo! Hanno dato un senso a una vita da uomo senza più niente, e certamente ho avuto più di quello che ho dato! Nonostante questo, tutto voglio fuorché rifare quegli anni, ma siccome sento di doverlo, al mio posto ho messo un altro: lo chiamo “per Damasco”.  Da distante lo vedo mentre patisce quello che pativo: ora ambedue sempre meno. Lettere recenti a parte, ho scritto questi pensieri nel corso di un trentennio. Solo adesso la ragione di allora ha raggiunto quella di ora. La segue ancora con difficoltà, è vero, tuttavia, senza essere gravata oltre misura.

afrecce

A decenni di distanza mi chiedo ancora dove ho trovato la conoscenza di quello che non avevo coscienza di sapere prima di scriverla? In un altro stato della mente? In un altro stato della vita? Mah!