Paternità

Su quanto è successo a te e a Davide ho letto solamente il titolo del post. E’ bastato il titolo, infatti, per farmi venire la nausea che m’ha impedito di leggere i particolari, ammesso che in casi del genere si possano ancora chiamare particolari i picchiati e non gente di merda i picchiatori.

afinepag

Della gente di merda ho detto. Di te, per te e con te, cosa posso dire ancora? Il mio condividere la tua pena e quella di Marco non può non diventare comune parola, come comuni stanno diventando le forme della delinquenza. Di questo mi irrito, ma questo non muta l’impossibilità di comunicare la mia vicinanza se non per suono, se non per calligrafia, mentre lo vorrei per pura emozione. Mi sono fermato dal dirti le mie considerazioni sul fatto anche perché non mi sei particolarmente piaciuto negli ultimi due commenti che hai lasciato sul mio blog. Mi sei spiaciuto, non di certo perché hai comunicato il tuo desiderio di paternità. Non mi sei piaciuto, perché, a fronte delle mie perplessità sull’adozione (non su di te, ovviamente) t’ho sentito, si, legittimamente contrario alla mia opinione, ma anche pieno di sufficienza, e sbrigativo come può esserlo (o diventarlo) chi si trova davanti un povero ebete. I bambini poi provvedono alle loro sofferenze, mi par di ricordare del tuo commento. Vero, i bambini provvedono, anche come noi due abbiamo provveduto. Con poca felicita’ però (almeno nel mio caso) se nella sofferenza infantile trovo che la legge sia macina di balsa mentre la vorrei d’ardesia!! In ultima ma non per ultima, perché l’attestazione di stima che hai messo in fine al tuo commento, più che altro mi è parsa un promuovere me, per rimuovere quanto di contrario avevi espresso. Dici che lo penso perché sono troppo sensibile? Perché paranoico? Perché non ancora adulto? Vedi tu.