Se non medianità, stranezze.

Come malamente la ricordo, le racconto l’esperienza medianica di qualche anno.

apenna

Tramite di medianica conoscenza fu un amico. Quando sentiva di dover scrivere puntava la biro sul foglio. La penna tracciava scritti non sempre facilmente leggibili, ora dei profili di volti, o immagini di personalità bestiali: sorta di incroci fra teste di cane e quella di scimmia. Qualche volta l’immagine di Tobj, un molosso nero che al mio amico era mancato per cimurro. In diversi casi  è intervenuto Robert Kaufman: pensatore svizzero (di Brema o di Berna, non ricordo) vissuto ai tempi della Rivoluzione francese. Kaufman una volta si disegnò: viso piccolo e ovale. Indossava un colletto rotondo, a pieghe inamidate: credo lo si dica “alla Medici”. Fu Kaufman ad avvertirmi “di stare attento perché c’era molta negatività”. Non precisò se dentro di me o presso di me. Di Kaufman, lo spirito di Cesira disse: “ Gira da queste parti un tipo stranissimo”. Kaufman aveva una scrittura a ”penna d’oca” ma l’usava solo per poche righe. Si rivolgeva a me dicendomi “Illustre collega”. Proprio non capivo dove stava il mio illustramento, ne dati i miei approssimativi studi dove potevo essergli collega. Per quanto compiaciuto ne ero anche imbarazzato. Dei suoi scritti disse ”che non si era conservato più nulla di importante.” Anche Cesira (mia madre adottiva) si complimentava con me per la mia intelligenza: proprio non capivo. Tempo dopo ebbi anch’io quella possibilità. Diversamente dall’amico che riceveva scritture, io ricevevo disegni. Diventava “scrittura” (e messaggio) l’interpretazione che ne davo. Cessai quella facoltà man mano cessai di confidare su quel mondo. Capii così, che senza confidenza non è possibile attuare alcuna medianità. Capii, inoltre, che la medianità, più che un dono degli spiriti è da considerarsi  un emozionale ricatto. I cosiddetti doni dello Spirito, infatti, creano delle forti dipendenze.

Cesira era preoccupata perché continuavo a frequentare delle “zone scure”; non perché con poca luce come inizialmente ho pensato ma perché coscienze con poca luce come poi ho capito. I primi tempi subii la sua preoccupazione ma poi tornai alla mia volontà; non c’era solo bisogno di piacere in quelle zone ma anche bisogno di capire, così, la mia ricerca del piacere è stato tramite sia del capire che del far capire. Naturalmente, per quello che ho saputo e/o potuto. Fra i miei corrispondenti vi fu anche Giovanni della Croce: un carattere spiritico molto forte (sempreché sia stato lui) e con il quale non corrisposi più di tanto. Vi furono delle personalità tossicodipendenti; anche in quello stato erano restii ad ammettere la loro tossicodipendenza. Nel usare la mia forma di scrittura, più di una volta mi capitò di sentire che con la penna non toccavo la carta. Aprendo gli occhi, mi accorgevo che stavo ”scrivendo” per aria. In quei momenti, il braccio era leggero al punto da sollevarsi per moto proprio. Dopo quelle esperienze di levitazione, per quanto di ”relativa” importanza, capii benissimo i voli di Giovanni della Croce, di Teresa d’Avila e di altri. Scendere da quei picchi di beatitudine significa ritrovare il peso della carne; ed è di tutto fuorché piacevole.

Qualche tempo fa, sempre nella tazza del caffè, i residui della polvere composero due cuori. Uno più grande dell’altro. La parte destra del più piccolo stava sopra l’altro. Nel più piccolo, nella curva che si congiunge in basso, sulla punta si era disegnato il profilo di un volto di un quarantenne senza capelli e senza barba. Avrebbe anche potuto essere l’immagine di qualsiasi volto ma il naso, inconfondibile, era quello dell’Anziano. Chi sia l’Anziano, ora (12/2019) non ricordo più. A mio parere, il significato del messaggio è questo: il cuore è vita. Più si è collocati nel cuore della Vita (nell’immagine, il cuore più grande) più si è nel Principio della Vita. Poiché al Principio della Vita il cuore è giovane, più ci si avvicina al cuore della Vita più quella vita ci colloca nella sua giovinezza. Essendo forza, quella giovinezza, ne consegue che più si è collocati nel Principio della Vita, più lo Spirito ci rende giovani perché nella sua vita, forti. Dal momento che il cuore è il simbolo dell’amore, più si è collocati vicino al cuore della vita più si è collocati nell’amore della Vita. Naturalmente, si è collocati nel cuore della Vita tanto quanto si corrisponde con i suoi principi.

Lettera datata