Penna e pena in Sandro

“La bellezza di quelli che non sanno, non è più bella di quelli che sanno?”

apenna

Sandro Penna amava la bellezza fisica dei suoi amori e/o amanti. L’amava, perché fonte della vitalità di una incontaminata naturalità. E’ la bellezza di chi ricorre alla forza muscolare come sostituto della debole quando non mancante forza culturale. Sia pure generalizzando, prova ad accostare il fisico di un muratore con il fisico di un impiegato e capirai meglio. Tanto più se non ti fai deviare l’occhio dall’opera di adulteranti palestre. Di naturale, gli adulterati da palestre non hanno più la psiche da origine, ammesso che l’abbiano avuta. Ripensandoci, anche gli adulterati da filosofie e/o religioni di vario genere hanno perso la psiche virile di prima: ammesso che l’abbiano avuta. L’ho constatato confrontando le immagini dei miei ragazzacci con quelle degli oranti visti a Telepace. Belle anche queste, per carità, ma comuni sans sel. Il dispiacere m’ha ricordato

Beati i diversi essendo loro diversi. Guai ai diversi essendo loro comuni.

Non penso si riferisse solamente al mondo gay. I poeti registrano altri universi anche da non intenzionati.