Parlando della Pedagogia

Dopo aver parlato della Pedagogia con conoscenti mi venne l’impulso di puntare la penna su un foglio. La penna tracciò le immagini di due ”bestie“: la più piccola stava sopra la più grande. La più piccola aveva la lingua in fuori a mo’ di sberleffo.

apenna

Ne trassi due conclusioni: o mi sbeffeggiava perché indispettita dal fatto che avendo detto del giusto avevo ”fregato” gli influssi del male (o dell’errore) di cui era immagine, oppure mi faceva capire di avermela fatta, cioè, di avermi fatto dire ciò che voleva quello spirito, non quello che voleva il mio: il che è come dire che aveva fregato me. Mi viene alla mente anche una terza considerazione. Dal momento che quello spirito sa, che non so quali delle due ipotesi sia vera, lo scopo della comunicazione non è stato quello di dare la sua spiegazione  (ci crederei con molta riserva) ma è stato quello di seminare dubbi; il che, è come dire che con una minima spesa ha tentato di avere il massimo guadagno. Per quanto riguarda me gli è andata buca, e per quanto riguarda gli altri (dando le spiegazioni che sto dando a lei) credo di avere vanificato il tentativo: prova ne sia il fatto, che nonostante avessi puntato ancora la penna, non c’è più stata nessuna comunicazione. Lo so che si può dubitare di chi dice di avere questo tipo di possibilità (la corrispondenza con gli spiriti) ma siccome non intendo fare nessun tipo di mercato, ne porvi la mia affermazione personale, che mi si creda o no, per quanto mi riguarda è irrilevante.