Presenze

La presenza di ciò che era stato un sacerdote disse che ero stato “provato”. Se per “provato” si intende affaticato da un peso, certamente fu pesante prova il peso del lutto che all’epoca stavo vivendo, ma ”provato” significa anche: “collaudato”, “sperimentato “. Al caso, da chi fui collaudato e/o sperimentato? O, in funzione di chi o di cosa?

apenna

Non ricordo se fu prima dell’affermazione o se nella stessa notte o in quelle subito seguenti, nel dormiveglia, mi sentii toccare sulla fronte: anche forte. Sembrava che fosse stato fatto o con un dito (se lo era mi sembrò di osso) o comunque sia con un qualcosa di rigido. Subito dopo, sulla nuca sentii uno scappellotto. Hai mai dato uno scappellotto sulla nuca di un tuo amico quando si è comportato da sciocco, o in maniera scherzosa ti sta prendendo in giro? Ecco, l’emozione, che ricevetti da quel tocco fu di questo tipo. Non ricordo se sia di Swedemborg l’affermazione, ma mi pare che sulla nuca si ricevano le emozioni del male. Ne consegue che sulla fronte si ricevono quelle del bene? La manifestazione di quella notte, potrebbe essere stata sia una conferma del bene nella fronte che, sulla nuca, una spiritica derisione della mia aspettativa spirituale? Lo potrebbe.

Marzo 2007

Ulteriori esperienze e riflessioni mi dissociano dall’opinione di Swedemborg. Ragionando per corrispondenze sulla nuca si riceve quanto appartiene al passato. Sulle tempie quanto sta fra passato e presente. Sulla fronte quanto sta nel presente.  Vita è stato di infiniti stati di vita per quanto è giusto al bene che corrisponde al vero, pertanto, nessuna vita può affermare circa lo stato del proprio stato. Così non può affermare che sulla nuca si ricevano solo emozioni di male. Così sulle tempie, così sulla fronte. Lo può certamente affermare, invece, se riceve dolore: male naturale e spirituale da errore culturale, tanto quanto è male naturale e spirituale da errore culturale.

Aggiunto nel Novembre 2020