Urla e stridor di denti

Anni fa, in una sera di agosto ci fu un fortissimo temporale. Al mio rientro, sulla scrivania che avevo sotto la finestra c’era anche il giornale che trattava dei “delitti dell’autostrada”. Era pressoché inzuppato.

apenna

Stavo per buttarlo, invece, ho seguito un impulso contrario. Una volta asciutto l’ho aperto. L’inchiostro aveva composto un’insieme di immagini. All’interno della testa di una fiera (un leone) si evidenziavano tre immagini di bestie. La più grande aveva sulla schiena una più piccola. A fronte, un’altra bestia, più piccola di quella più grande, ma più grande di quella sulla schiena della maggiore. Le une di fronte all’altra, si fronteggiavano minacciandosi. Credo sia stato Dante a parlare di “urla e stridor di denti”. Se avessi potuto sentire sentire quelle immagini, quello avrei sentito. Conservo ancora quel giornale fra le mie carte ma non l’ho più aperto. Non so, così, se dei curiosi nel futuro potranno vedere quello che avevo visto. Anche perché, morto me, chissà dove andrà a finire tutto il mio daffare. Va bè! Se sono un interesse della vita, la vita farà i suoi interessi!

afrecce

Ho fortemente tagliato questa lettera. Alla data che cito ho visto che le conclusioni che all’epoca avevo tratto da quel “messaggio” erano verosimili perché mi era piaciuto considerarle tali.

Marzo 2020

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