Vi sarà un dopo?

Doverosa premessa: quanto sostengo è basato, direi ovviamente, solo su quanto credo, non, su quanto conosco. Queste “visioni”, pertanto, derivano dalla speranza, non, dalla certezza. Vi corrisponda ognuno per quanto crede.

apenna

In ragione di infiniti stati di coscienza, vita, è stato di infiniti stati di vita. La vita è si originata dalla corrispondenza di forza e di potenza fra tutti e in tutti i suoi stati.

Natura

triangolo

Cultura                                                                  Spirito

La vita è infinita come principio ma come è ampiamente noto, per Natura e per Cultura a termine nel nostro principio. Non lo sarà, però, per la forza e la potenza che conosciamo come Spirito.

In ragione dello stato del nostro spirito, la nostra forza e la nostra potenza si collocherà, prossima o non prossima, al principio: lo Spirito. Lo Spirito è forza e potenza della vita sino dal principio e dello stesso principio.

Se così è della vita in Basso così non può non essere della vita in Alto. Per Alto intendo l’immagine della Vita. Per Basso intendo l’immagine a quella somigliante: la nostra.

Della morte, quindi, si può dire che è il necessario ricongiungimento della nostra vita con la Vita: il Tutto dal principio.

Senza la precedente Natura e senza la precedente Cultura il nostro spirito tornerà ad essere la tabula rasa che è stato alla nostra nascita. Come è stato alla nostra nascita, alla rinascita non per questo resterà tale.  Non resterà tale perché, come Cultura rinascerà secondo il corpo corrispondente a quanto hanno dato forma i contenuti derivati dalle precedenti azioni di forza e di potenza. Non resterà tale perché, come Natura, rinascerà secondo il corpo corrispondente a quanto hanno dato forma i contenuti derivati dalle azioni di forza e di potenza.

Perché sostengo la rinascita del nostro spirito? Lo sostengo perché la vita, essendo stato di infiniti stati di vita in infinita corrispondenza di stati, almeno secondo logica, non può ammettere divisione fra stato e stato: la vita non concepisce il Nulla fra i suoi principi. Il nulla vi è invece quando,  a causa del dolore e/o dell’errore subiamo separazione fra stato e stato.  Il nulla nel nostro stato, però, tanto si forma e tanto si annulla. Si forma e si annulla in ragione delle riparazione che si attua per mezzo della conversione dei principi che l’hanno attuato: dal dolore al bene, dall’errore al vero, dall’ingiusto al giusto. La conversione avviene discernendo sui nostri vissuti. Comparando i nostri vissuti con il Vissuto che è della Vita raggiungiamo (sempre in ragione dello stato della rinnovata coscienza) la verità che è nel Vero.