Cara Valentina

La tua lettera è sentita, ma, stranamente, non la sento. Non che non sento te, Valentina, ma le tematiche in oggetto. Sono distanti 62 anni fa. Non sono neanche più un ricordo. Al più, un certificato anagrafico.

apenna

Non ho cercato il passato per una qualche paura. Se ce l’avevo, era molto, ma molto recondita. Ho cercato il passato, perché il presente, (al momento della ricerca) mi era sparito con la morte della Cesira. E’ stata una ricerca di radici, più che ricerca di madre. Se paura avevo, era quella del futuro. Tutto da fare. Paura, non tanto del fuori. Paura di quello che avevo dentro: un marasma d’emozioni. Adesso risolte. Anch’io, all’epoca, ho tratto le tue stesse conclusioni. Battevo miseria, a quell’epoca. Non di certo come quella di quella donna: all’epoca, non ancora mia prima culla. La sua, era ben peggiore. Erano tempi di guerra, vero, mica banane! Ebbene, è stato il pensare alla sua misera, che mi ha impedito il giudizio! Che altro poteva fare quella donna? Poteva fare anche di peggio, volendolo. Ad esempio: darmi ai maiali o buttarmi su un campo! Allora, vittima più, o vittima meno, che importanza poteva avere! Invece, ha scelto l’Istituzione degli Esposti. Allora si chiamavano così, quegli orfanotrofi. Non credo gli sia stato facile, a quei tempi, essere una donna non sposata, ma col grembo pieno! Poi, si è sistemata! Immagina, cosa non deve aver negato a sé stessa, per sistemarsi! Si può aggiungere condanna a condanna? L’ha già fatto Maramaldo: tanto mi basta per non seguirne l’esempio. Capisco anche la sua ritrosia nel ritrovarsi questo po po’ di figlio fra dimenticati piedi: non siamo tutti poeti, e neanche santi! All’epoca, non mi aveva offeso la sua cautela; e, neanche all’epoca ero fra gli errori che all’improvviso si mettono a gridare mamma ad una sconosciuta, conosciuta solo per via della “voce del sangue”? Che sarà mai sta voce del sangue? Di tale voce ai miei anni di allora, ne parlavano i giornali di cronaca: tipo Novella 2000, o simili. Mi sa, che mi sono perso parecchie annate di quegli articoli! Leggo che stai cercando le tue origini. In qualche modo mi auguro che non lo sappia la tua AnnaMaria, ma, se lo sa, sono certo che ti capisce. Mi direi anche certo, che quel capire la ferisce! Stammi bene, Valentina. Guarda avanti! Ciao.

Novembre 2006