Caro Vitaliano

Ricordi il messaggio che mi lasciasti sul blog del faro dell´adozione? Era la “lettera aperta” a cui non riuscii a risponderti avendo perso la connessione da casa. E´ passata molta acqua sotto i ponti da allora, molte cose mi sono capitate, ma alla tua lettera ci ho pensato spesso. Eccomi qua, a dedicare queste mie “riflessioni” al tuo cuore.

apenna

Ricordo che mi hai scritto di aver cercato tua madre, che lei ti ha scritto di essere discreto, e poi ti ha detto di sistemarti. Cose assolutamente ingiuste dal mio punto di vista, in quanto non è stata decisa da te la tua nascita né l´evoluzione del vostro rapporto culminato nell´abbandono, per cui “sii discreto” sembra una presa in giro che non sta né in cielo né in terra. Una madre che lascia il suo bambino o la sua bambina, certamente ricostruisce una nuova esistenza: non lo trovo neanche sbagliato. Ciò che trovo inammissibile è nascondersi dietro la nuova immagine ripulita di sé, e cancellare la vecchia anche nella mente degli altri, se non addirittura celarla per sempre, o almeno, finché non arriviamo noi (forse sarebbe meglio dire ritorniamo). Come può una madre naturale condividere il letto e la vita con un uomo (o una donna perché se c´è una madre c´è anche un padre naturale, anche se a volte non lo sanno nemmeno di aver messo incinte delle donne) sapendo che una creatura sangue del suo sangue si aggira per il mondo portandosi addosso ciò che lei stessa le ha dato?

apenna

E soprattutto come può nasconderlo, se mette al mondo altri figli? Non le capiterà mai, crescendo questi ultimi da buona e brava genitrice, di pensare a quel figlio mai conosciuto? Posso capire che nell´incontro con i propri parenti biologici ci sia una sorta di imbarazzo, autodifesa, istinto di preservazione di ciò che si ha ecc, perché nonostante si abbia lo stesso gruppo sanguigno, alla fine si è estranei, e per questa ragione non condivido affatto ciò che tua madre biologica ti disse in un secondo momento, ovvero “devi sistemarti”. Non aveva “l´autorità”, in un certo senso, per fare una simile riflessione in quanto era appunto un´intrusione come hai scritto tu, ma ciò riconferma quello che ho scritto io sopra (intrusione = intrusa). La mamma è colei che si cura della tua crescita e tutela il tuo percorso nel mondo quando da solo non ce la puoi fare, perciò per te la mamma è stata la Cesira, come per me è l´Annamaria (la mia mamma adottiva). Trovo comunque giusto cercare la madre naturale perché è quel pezzo mancante al quale si rinuncia solo per paura. Perdona la mai durezza, onestamente riconosco di essere troppo giovane per trarre conclusioni definitive su questioni così delicate, dopotutto io non sono ancora riuscita a trovare la mia famiglia d´origine ma ci sto provando da molto tempo, per cui non so come mi comporterei una volta di fronte a chi mi ha dato la vita. Le cose le capisci davvero solo quando ti succedono, prima di allora puoi però tentare di entrare in empatia con l´altro e chiederti perché fino a trovare una risposta. Spero comunque di averti dato spunti utili per ulteriori riflessioni, mentre se ho peccato in qualche punto ti prego di farmelo notare e di dirmi ciò che ne pensi. Ti abbraccio e ti chiedo nuovamente scusa, mi è costato molto perdere il contatto giornaliero con te e gli altri amici del blog. Un saluto da Valentina (o Nat84, scegli tu)

Novembre 2006