Don Ottorino

Sono passati degli anni dal suo trapasso, ma, tutt’ora, Don Ottorino ha un posto particolare nei miei pensieri. Era parroco ai Filippini. Amareggiato con me e con il mondo, gli parlai dei miei problemi di  pecorella che si sentiva non poco nera. Mi guardava e mi diceva: iiih! Lassa fare a Lu! Uèh: non c’era partita! Per Don Ottorino, in qualsiasi caso “ghe pensa Lu!” Ci eravamo persi di vista quando andai a chiedergli un aiuto per gli associativi problemi della “per Damasco”. Mi disse che non poteva fare nulla. Vidi la sua tonaca consumata. Potevo non credergli? Ci salutammo e ci lasciammo. Sento che mi rincorre. Mi raggiunge e mi dice: ma ti, non te si quelo del vissietto! Glielo confermai e ne ridemmo di gusto. Ogni volta lo penso, sorrido ancora. I Servi più beati, a mio avviso sono questi!
apenna