Quello che amiamo, è?

Molti anni fa attorno ad un mio amico gravitava un giro di militari. All’epoca uscivano in divisa e tutte le streghe avevano l’ospitale casetta sia per il cambio che per il contraccambio.
apenna

Per amor di compagnia, più che di seduzione, accompagno un paio di quelli a casa loro: nel pavese. Arrivati. se ne vanno per i fatti loro. Io resto lì, in un bar. Forse perché novità in un piccolo paese, vengo avvicinato da un gruppo di ragazzi/e. Se ciacola, si ride. I militari tornano, saluto la compagnia, saliamo in macchina per tornare a Verona. Sto per avviarla, quando una ragazza apre la porta, mi bacia, la rinchiude. Resto al volante, o meglio, non so più se sono al volante! In quel dato momento, a puttane tutte le mie sicurezze sessuali! Qualche giorno dopo, discuto la faccenda con uno di loro. Gli dico: ma cosa si aspetta da me, quella ragazza? Non di certo, fisicità! Mi risponde il ragazzo: cosa vuoi che sia! Mentre sei con lei, puoi anche pensare ad un uomo! Cacchio, Maluna, sono andato a puttane, un’altra volta! Non solo perché mi sono riscoperto di tutto fuorché lo scafato che mi credevo, ma anche perché non vi è consiglio che non nasca da esperienza: propria o d’altri che sia. Morale della favola: visto da vicino, nulla è normale! Oppure, non capiamo e non viviamo più la vita, perché c’è l’hanno messa troppo distante per vedere com’è!

Giugno 2006