Sentitamente ringrazio

abanner

Domenico Galia – Titolare di Sintesi Informatica di Verona

Gli devo la  collocazione in Rete del sito perdamasco.it L’ha fatto per anni. Abbiamo pensato di chiuderlo. A suo dire, “quella comunicazione è stata invecchiata dai Social.”

asepara

Paola Mazza

Notaio in Verona, per la gratuita opera che mi ha permesso la costituzione dell’Associazione “per Damasco”. Fato volle, il giorno di s.Valentino. Me implicato, per non pochi motivi ho chiuso l’Associazione da anni.

asepara

Banco S. Paolo di Brescia in Verona

per la donazione a favore della “per Damasco”; donazione girata al Gruppo “C” di Verona. Un riscontro dal “C” m’avrebbe fatto piacere. Non è mai arrivato.

asepara

Luciano De Faveri, Alberto Roncolato, Maurizio Gorlato, e Giovanni Recchia

per l’aiuto che mi hanno dato nelle prime composizioni grafiche del programma: migliaia di volte fa. Non l’ho più chiesto perché sono stati dei buoni maestri di programmazione.

asepara

Paola F. B.

per aver contribuito a trovare il titolo di questo viaggio nella versione “Sulla vita e altre storie”. Non sopportando alcun genere di sovranità,  l’ho mutato nell’odierno titolo. Eravamo da Antimo, ricordo.

asepara

D. Mohssen. B. A.

Sarà anche perché proviene dagli spazi e dalla luce della Tunisia, ma accetta che l’unico sfondo di una pagina sia il bianco. Ho cercato di meravigliarlo con non si sa quanti effetti speciali ma niente da fare: e bianco sia.

asepara

a Padre Aldo Bergamaschi

ex Ordinario di Scienza dell’Educazione dell’Università di Verona devo i concetti di “Principato” e “Religione”  Alla prolusione di apertura degli studi universitari disse ragionate peste e corna dei due poteri. Lo fece con assoluta chiarezza.  Anni dopo lessi su L’Arena del suo ritorno in Convento. Quasi mai viene riconosciuta la giusta mercede agli spiriti liberi.

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DEVO QUESTE IMMAGINI A …

Non so a chi devo l’immagine della Cornupia. La proprietà non risultava o se risultava mi è sfuggita.

Circa la Gru: all’epoca (parlo del 95/98) non sapevo come addebitare un’immagine al proprietario. Non ricordo se era detto.

L’Immagine della Chiesa Degli Ognisanti di Padova la devo a URBIS PATAVI

Devo a Luciano Cassol le foto della mia permanenza nel Collegio “Beato Bernardino Tomitano” a Vellai di Feltre. Le ho trovate in seguito ad una occasionale ricerca in Rete. All’autore ho chiesto il permesso di usarle (l’ho fatto sia sulla sua pagina Facebook che per e-mail) ma non mi ha mai risposto: avrà avuto i suoi buoni motivi.  Comunque stiano le cose lo ringrazio ancora commosso. A dirla tutta, sino al pianto.

Devo il mio ritratto a carboncino al pittore che esponeva alla Galleria Ghelfi di Verona. In uno svaccato autunno dell’83 (mi pare) mi ero fermato alla Ghelfi (ora chiusa da anni) perché non avevo voglia di andare a casa: non ne avevo particolari motivi. All’epoca, ero pressoché rassegnato a vivere allo stesso modo. Cambiò tutto nella notte di Capodanno del 1985. Non cito il nome del pittore perché non lo ricordo e non riesco a decifrare la firma.

Devo il mio ritratto a olio a Giancarlo M. di Este (PD)  In fotografia era come l’originale ma cambiando l’estensione della foto è diventata ocra: mi piace di più.

Assieme a delle altre, l’immagine del nudo è collocata nel post “I Fiori Sovrani”. Le devo a Douglas Simonson di “The Art of Douglas Simonson”. Avevo collocato il post anche su Facebook. Preso atto dell’intelligente censura usata da quel Social (mi sono tolto) ho dovuto celare i punti criticabili da variamente scompensati. Per conoscere i significati del segno culturale e dello spirituale è necessario pulsare sulla immagini collocate nella pagina di apertura.

cornupia